Recensioni di libri

Tutti i particolari in cronaca, il nuovo genere del noir di Antonio Manzini

È stato presentato a Torino, al Circolo dei lettori di Palazzo Granieri della Roccia, mercoledì 3 aprile, alle ore 21.00, Tutti i particolari in cronaca”, edito da Mondadori.

Un libro di 304 pagine che conferma lo scrittore tra i più grandi giallisti d’Italia. Assieme all’autore, Antonio Manzini, l’intervistatore Bruno Ventavoli.

Un ruolo è per sempre?

Può un autore di noir rimane intrappolato in un suo personaggio? In effetti è capitato ad alcuni attori, identificati con un ruolo per molto tempo ed hanno fatto fatica a farsi conoscere ed amare per uno nuovo. Un esempio sono Rymond Burr con Perry Mason e Sean Connery con 007.

Nel caso di Antonio Manzini, lo scrittore ha anticipato tutti e ha cambiato, sia casacca, passando a Mondadori, lasciando (per un po’) Rocco Schiavone e sia trasferendosi ad altro genere e personaggio.

Il nuovo, anzi i due nuovi personaggi, nascono sotto incubazione nel periodo della pandemia. Lievitano e ora vengono a galla diventando una nuova serie avvincente.

Come si è meglio passata la pandemia, se non leggendo“, spiega l’autore? Da questa necessità è nata la nuova idea per un altro romanzo.

Il bibliotecario, in altro termine, il travet Cappai, archivista di Tribunale, porta la giustizia dove la legge non è riuscita ad arrivare, con l’impellenza di punire i crimini che più lo hanno colpito.

L’altro personaggio è Andretti, un giornalista che deve scrivere articoli su due omicidi nei quali intuisce qualcosa di strano e su cui comincia ad indagare. Diventa, così, giornalista investigativo.

La quarta di copertina de “Tutti i particolari in cronaca

Tutti i particolari in cronaca

La corsa all’alba, la colazione al bar, poi nove ore di lavoro all’archivio del tribunale, una cena piena di silenzi e la luce spenta alle dieci: Carlo Cappai è l’incarnazione della metodicità, della solitudine, dell’ordinarietà. Nessuno sospetta che ai suoi occhi quel labirinto di scatole, schede e cartelle non sia affatto carta morta.

Tutto il contrario: quei faldoni parlano, a volte gridano la loro verità inascoltata, la loro richiesta di giustizia. Sono i casi in cui, infatti, il tribunale ha fallito e i colpevoli sono stati assolti “per non aver commesso il fatto” – in realtà per i soliti, meschini imbrogli di potere. Cappai, semplicemente, porta la Giustizia dove la Legge non è riuscita ad arrivare – sempre nell’attesa, ormai da quarant’anni, di punire una colpa che gli ha segnato la vita.

Walter Andretti è invece un giornalista precipitato dallo sport, dove si trovava benissimo, alla cronaca, dove si trova malissimo. Quando il capo gli scarica addosso la copertura di due recenti omicidi, Andretti, suo malgrado, indaga e, dopo iniziali goffaggini e passi falsi, comincia a intuire che in quelle morti c’è qualcosa di strano. Un legame. Forse la stessa mano.

Antonio Manzini, creatore indimenticabile del vicequestore Rocco Schiavone, entra nel catalogo del Giallo Mondadori alla grande con una storia avvincente e densa di colpi di scena e interroga il lettore sull’equilibrio tra legge e giustizia e su ciò che saremmo disposti a fare pur di guarire le nostre ferite.

Quanto, come un novello Edmond Dantès del conte di Montecristo e come?

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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