Recensioni di libri

Vecchie conoscenze: il ritorno di Rocco Schiavone

Vecchie conoscenze di Antonio Manzini, un giallo psicologico e caratterizzazione dei vizi del Bel Paese.

Il ritorno di Rocco Schiavone, un romanzo che è tre in uno e che si moltiplica come dice lo stesso scrittore:

<< perché si potrebbe parlare di più romanzi in uno>>.

Appassionante e coinvolgente, un po’ amaro:

<<Uno spaccato dei difetti dell’Italia duri a morire>>

Anzi! Al confronto con le storie e cronache di ieri siamo andati indietro come i gamberi. Sembra che niente cambi se non in peggio, eccezion fatta per Rocco Schiavone che ci sembra addolcito. Chissà per quale mistero che forse il romanzo svelerà.

Lo scenario

La neve attutiva rumori e paesaggio mentre i passeri si nascondevano sotto le grondaie…

<<che cosa c’è da aspettarsi da un mese come febbraio?>>.

L’ambientazione è sempre Aosta dove il vice questore è stato mandato per punizione e di cui si è narrato già nei romanzi Fate il vostro gioco e Rien ne va plus.

La trama

Il passato non muore mai e ci sono tre casi che Rocco dovrà seguire contemporaneamente andando incontro a pericoli incombenti. Uno è l’assassinio della professoressa Sofia Martinet, accademica e studiosa di Leonardo da Vinci, uccisa nella sua abitazione. Per il secondo si tratta della comparsa e la scomparsa ad Aosta di Sebastiano, uno dei tre amici romani più cari di Schiavone.

Infine, il ritorno sulla scena del suo acerrimo nemico, il pentito Enzo Baiocchi e quello dell’agente speciale Caterina Rispoli con cui aveva avuto una storia. Appunto, le “vecchie conoscenze”

L’insegnante è morta nel suo appartamento, colpita alla testa con un oggetto pesante. Schiavone non punta nemmeno per un attimo al sospettato numero uno. Troppi elementi lo indicano come il presunto perfetto colpevole: movente, tempi, luogo, tracce materiali e informatiche, psicologia.

A pelle non ci crede.

Dice Schiavone:

«L’archeologa, Sara, ha detto che nei miei occhi non vede niente. Di solito è la stessa impressione che ho quando guardo un omicida».

E invece negli occhi del sospettato numero uno qualcosa ha visto: la paura. Unici indizi una «J» ripetuta nella sua agenda e un cerchio pallido attorno a un dito, indizio di un anello sempre portato e rimosso a freddo dal cadavere.

La donna, sui settant’anni, una casa piena di libri, di cui parecchi di valore, ha un nome celebre, in campo accademico, a livello internazionale. La storica dell’arte era specialista in Leonardo da Vinci, un personaggio eclatante che intriga giallisti di tutti i Paesi e studiosi di varia formazione.

Le indagini portano alla luce un ambiguo comportamento del figlio della Martinet e, in seguito, la scoperta che la professoressa aveva effettuato con le sue ricerche di  rilevamenti  importanti nelle opere scientifiche del genio di Leonardo.

La scoperta sembra apparire “una svolta nel mondo degli studi leonardeschi”.

Il terremoto

Una scossa tellurica arriva a complicare anche emotivamente le giornate inquiete di Rocco.

Sebastiano, l’amico di infanzia e di imprese al limite della legalità. Scomparso da un bel po’ di tempo, inabissato nella sua caccia segreta contro l’omicida della giovane moglie, ricompare all’improvviso.

Il passato ritorna e le vecchie conoscenze sembrano essersi date appuntamento nello stesso posto.

Vecchie care conoscenze, relegate a spettri di un passato che non si può dimenticare, ritornano e riportano frammenti di ricordi fuori dal tempo. Un passato che vorrebbe cancellare ma non lo abbandona mai.

Ci siamo affezionati a questo burbero, ruvido, pieno di contraddizioni, malinconico poliziotto, fuori dal comune e dal tempo. Per lui, l’estraniarsi dalla scena del crimine serve a vederla da un’altra prospettiva, quasi dall’alto. Non vuole farsi confondere e, soprattutto vuole essere più lucido.

Chissà quanti Rocco Schiavone ci vorrebbero per risolvere i delitti, anche efferati, che sconvolgono l’Italia?.

Quattrocentosedici pagine che vi intrigheranno e vi lasceranno un po’ della sua malinconia. Un poliziotto sui generis che è lontano dai Maigret, Sherlock Holmes, Nero Wolfe e tanti altri.

Rocco Schiavone è di un altro genere, quasi alla Lee Child, sotto la scorza di uomo burbero, un cuore d’oro ed un’intelligenza sopraffina. E poi, i dialetti che colorano i personaggi: un po’ di sardo, romanesco e abruzzese; non manca nulla.

Uno Schiavone più solo di sempre perché sente nostalgia di Cecilia e del figlio che aveva quasi adottato. Più solo, ma anche più predisposto a nuove conoscenze e nuovi amori, perché sembra un misantropo, ma ha bisogno di affetti…

Dal romanzo verrà realizzata una nuova fiction su Rai 2 per la quale gli spettatori attendono nuovamente, nei panni di Rocco Schiavone, il volto di Marco Giallini. Si dice sempre che l’attore si spoglia dei suoi panni per calarsi in quelli del personaggio che deve interpretare. Talvolta, come in questo caso, il personaggio e l’attore si sublimano e diventano una sola persona perché anche Giallini ha perso la compagna della sua vita e realtà e finzione si confondono.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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