Una casa troppo tranquilla: un thriller di Jane Shemilt
Torniamo sull’autrice inglese Jane Shemilt per il nuovo romanzo della saga, pubblicato da Newton Compton Editori, “Una casa troppo tranquilla”, con la traduzione di Lucilla Rodino. Nella versione inglese ha titolo completamente diverso: “How far we fall”.
Un titolo, quello inglese, più espressivo “Quanto cadiamo”, ma soprattutto fino a quanto è possibile andar giù.
Un titolo che è l’essenza del romanzo ed è il metro per misurare le cadute di quasi tutti i personaggi della storia, eccezion fatta per i bambini innocenti citati nel libro.
Un romanzo in versione tascabile economica di 313 pagine, intenso, struggente e vendicativo fino all’ultimo, senza speranza per nessuno dei personaggi descritti.

Forse, uno di questi è meglio di quanto appaia nella vicenda narrativa. In modo egregio l’autrice riesce a mantenere viva l’attenzione e suspence fino all’ultima pagina.
Lo scenario del romanzo
Glasgow, il Dorset, la campagna inglese e un ambiente ospedaliero dove si fa ricerca scientifica con nuovi vaccini da testare, prima sugli animali e poi sugli esseri umani, particolarmente sui bambini.
La trama
All’inizio sembra che tutto vada a gonfie vele per tutti, sia per Beth, che dopo essere stata abbandonata dall’amante trova un giovane marito al quale la carriera sta arridendo, così come le cose vanno bene per il primario Ted Malcom e il suo staff.
<<Al professor Edward Malcom, nuovo presidente dell’associazione dei neurochirurghi britannici>>.
Per Beth è un nuovo inizio e un nuovo amore. Un passato da dimenticare, un segreto che la perseguita e un forte desiderio di rivincita.
Tutti, chi più e chi meno, abbiamo segreti oppure bugie più o meno grandi che servono per andare avanti ma che hanno una loro giustificazione e logica.
Tuttavia, se si tratta di un segreto, alla persona amata quando confessarlo e come? È il caso di Beth con il suo segreto: quando e come? È il tarlo continuo che l’assilla, non è mai il momento giusto.
Per Albie, il nuovo marito di Beth, la carriera sembra rosea: il suo primario ed amico gli ha promesso che lo farà diventare il suo successore. Confidandolo alla moglie, questa gli dice di stare attento e di non di fidarsi di promesse che, alla fine, potrebbero risultare vane e menzognere.
Nel romanzo c’è anche un caso di difesa animalista e quello di un errore medico che ha risvolti drammatici.
Jane Shemilt propone una trama articolata in cui i singoli pezzi del puzzle trovano una loro relazione e incastro ma senza eroi e vincitori. Nessun antieroe, tutti combattenti senza speranza, persino chi noi avremmo salvato.
Un’inquietudine che cresce soprattutto nella seconda parte e attanaglia il lettore.
Buona lettura!
Lucia Bosia




