Recensioni di libri

Naufragio, il nuovo noir della saga di Enrico Pandiani.

In attesa di rivedere Enrico Pandiani ad un prossimo salotto letterario di Rosa in Giallo e Noir, ci fa piacere informarvi che è recentemente uscito, per la Rizzoli, Naufragio il sequel della saga della “Banda della Ventura”.

Il libro comincia con una citazione di Derrumbe, dello scrittore spagnolo Ricardo Salmon Menendez:

“La vita mi ha insegnato che è il bene ad aver bisogno di giustificazioni e…rappresenta il più profondo degli enigmi”.

È un romanzo che scorre veloce e non fa rimpiangere i precedenti come “Fuoco” (Premio Scerbanenco 2022) e “Ombra”.

Lo scenario del romanzo

Torino, la Falchera e la collina torinese, ma anche il Lago Maggiore e il Monferrato, l’Albania, gli Emirati Arabi e altre località.

La trama del racconto

Stavolta, il perno del romanzo sarà il kabilo Abdel. L’algerino è intento ad accarezzare un vernacolo, un feticcio, come se fosse una donna sinuosa, dalle forme provocanti. Ma non lo è. È solo una macchina, ma che macchina! Una storica Alvis TD21 da collezione per la quale ha perso la testa ed è riuscito ad acquistare da un suo conoscente dopo una trattativa estenuante.

È il momento magico più bello, ma dura poco. Seduto alla guida, intravede il socio occulto della banda, il mitico “Numero Uno”. La delizia della prova della nuova macchina crolla miseramente con l’arrivo di chi avrebbe preferito non rivedere e i tanti guai che sempre si porta dietro.

Gli inizi del romanzo

«Ha mai sentito nominare il conte Murazzano di Salignon?» domandò infine.

«Se non sbaglio è un collezionista di auto d’epoca. Perché me lo chiede?»

«Murazzano è morto a metà gennaio, il 13 per essere più precisi. Era un sabato. È rimasto coinvolto in un incidente nautico sul Lago Maggiore».

«Com’è successo?»

«Il barcone su cui era in gita con degli amici si è rovesciato a causa di una bufera. A bordo erano in dieci, ci sono state quattro vittime, tra cui una donna che è tuttora dispersa»”.

Con queste brevi battute si avvia e profila una nuova avventura per i quattro della banda, Max Ventura, la malgascia Sanda, l’algerino Abdel e l’alsaziana Vittoria. Ma siamo onesti. Se al primo ingaggio da parte di “Numero Uno” i quattro hanno avuto chiari istinti omicidi nei confronti del rompipalle, ora è ancora così oppure l’adrenalina delle nuove avventure è attesa con impazienza e trepidazione?

Dal Piemonte all’Albania il puzzle è tutto da ricostruire e gli indizi, pochi, sono confusi tanto da non trovarne un capo.

Il sopralluogo

Sul lago Maggiore, dove è avvenuta la tragedia, si recano i mitici quattro alla ricerca di indizi e di uno strano gommone che sembra essere stato visto sul posto. Poi le indagini si indirizzano su un mondo di ricchi collezionisti di auto storiche e tanti segreti tenuti sapientemente nascosti.

Un romanzo bello, appassionante, con qualche storia di immigrazione che è la piaga di oggi e lo sarà anche di domani. Qualche tenera storia d’amore, presunti tradimenti e un susseguirsi di colpi di scena con un finale imprevisto e la rielaborazione della jella dell’anno bisesto.

In tutto questo c’è anche la ricostruzione introspettiva del profilo del kabilo Abdel che viene condotta da Enrico Pandiani in modo sapiente, attirando la nostra simpatia.

La visione di un mondo che è cambiato, dove c’è degrado, ma visto da un Pandiani con un senso di umanità che, senza accorgertene, ti porta a sfatare tanti preconcetti e pregiudizi. Forse.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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