Segreti sepolti in “La casa dei cinque ciliegi”
È recentemente uscito il noir fantascientifico di Michele Moro, edito dalla casa editrice InKnot, la “Casa dei cinque ciliegi”.
Il romanzo fa parte della collezione Gomitolo giallo e mai nome di collana fu più azzeccato in quanto il colore giallo dato dai fiori- flos luteus – che sono riportati anche in copertina è uno degli elementi trascinatori del romanzo, 224 pagine in formato tascabile.
Della stessa casa editrice salernitana di Sant’Egidio al Monte Albino già in passato abbiamo recensito altri piacevoli romanzi.

Lo scenario del romanzo
Posivretta, un paese di fantasia, un non luogo che potrebbe essere da tante parti e il lettore arriva quasi ad identificarlo in un luogo immaginario tutto suo, quasi una sorta di letteratura ergodica, fino a ipotizzare di andarci in vacanza a vedere la casa dei cinque ciliegi, dove succedono cose strane: la casa si allarga e si restringe, i fiori gialli la fanno da padrone e un fungo sembra essere una sorta di pianta carnivora.
La trama del romanzo
A Posivretta, il luogo che non c’è, i fatti si ripetono, gli stessi eventi avvengono almeno due volte, tutto si ripete e rinnova.
Un ragazzo viene rinvenuto ucciso e scarnificato. L’inspiegabile è che viene ritrovato uno scheletro bianco come se fosse lì da molti anni, invece, il drammatico fatto è successo da soli 5 giorni.
Il piccolo scheletro
Quando avviene una tragedia ognuno si sente sollevato nel pensare che non sia toccata proprio a lui.
<<Al posto di quel piccolo scheletro poteva esserci Andrea, pensava, con le orbite vuote, le mascelle spalancate e le mani in preghiera sul ventre>>.
Il libro
Un libro, di cui c’è solo una copia in biblioteca, narra fatti drammatici che sono giù successi. La sua autrice è morta investita in uno strano modo proprio sotto uno dei ciliegi di una casa. Le perplessità sulla sua morte sono più di una.
Un giovane giornalista d’inchiesta conduce indagini parallele a quelle dei carabinieri che mal lo sopportano come lo stesso sindaco e la polizia locale che non vogliono essere disturbate nelle indagini ed essere alla ribalta dei media.
Il paese sconvolto
Il solito tran tran di Posivretta viene nuovamente sconvolto e gli abitanti cominciano ad essere, oltre che atterriti, ossessionati da questi fatti che si ripetono.
Chi avrà ucciso Giulio? Quei fiori gialli bellissimi che infestano Posivretta avranno un loro ruolo? Strani e inquietanti lo sono: se li tagli a zero al mattino, il giorno dopo sono di nuovo alti come prima.
Eppoi i misteri sono più di uno, le verità omesse anche. Sarà per non allarmare la popolazione ma nessuno, per esempio, ha parlato di dermestidi e poi quale è la verità, quella che vuole “costruire” l’editore Francesco Spia, oppure quella reale del giornalista Stefano. Ma qual è in fondo se non un mix che ognuno reinterpreta a modo suo?
Un racconto di sofferenze, solitudine, di gusto nel far soffrire e di preconcetti che finisce in modo inaspettato!
Tommaso Lo Russo




