Ritratto di nobildonna, un cosy crime di Bruno Volpi.
Arrivato alla terza riga mi sono reso conto che il romanzo era piacevole. Lo è stato fino all’ultima.
Molto scorrevole, intenso, sorprendente e carico di suspence. Un romanzo di 220 pagine uscito nel 2025 e reperito al Salone del Libro di Torino, pubblicato da Damster Edizioni del Loggione con una bella immagine in copertina realizzata con l’intelligenza artificiale.

Una trama, un’orditura costituita da intrecci sapienti che di primo acchito sembrano scollegati fra loro, ma poi ti accorgi che sono invece collegati, per poi farti cambiare nuovamente idea. Un noir al femminile, dove le donne la fanno da padrone. La naif capitana dei carabinieri Sofia Crisalide è una di queste.
Sofia o Sofy, oppure Crisi, come la chiama la sua inizialmente rivale, poi amica per la pelle, Marina Pernaccioni, è un tipo un po’ androgino, con i capelli sempre corti e il solito paio di jeans slavati, di due taglie più larghi. Praticamente una che non attrae mai lo sguardo di un uomo.
<< In realtà, non era affatto da buttar via, tutt’altro. Sembrava, però, che facesse proprio apposta a preferire tutti i tipi di look capaci di nascondere la propria bellezza, anziché valorizzarla. Si sarebbe detta una scelta. In effetti lo era>>.
Lo scenario del romanzo
L’ovadese e l’alessandrino fra le colline del dolcetto.
La trama
La giornalista Marina Pernaccioni è sempre alla ricerca di scoop e la sua minigonna e il suo fascino perverso l’aiutano con il poliziotto di turno che non può negarle confidenze che sa potrebbero costargli care.
Altre confidenze le attinge anche dalla fonte primaria, la Crisalide:
<<Ti concedo tre secondi di tempo per mettere giù, altrimenti ti rispondo male veramente>>
<Ok, ok, ciao>>.
A parte il tono brusco, ormai sono diventate amiche…
Durante una mostra d’arte, che non va a gonfie vele, gli organizzatori pensano di rilanciare l’attenzione dei media e del pubblico inserendo, all’ultimo minuto e in una sala dedicata, un ritratto di nobildonna che si dice essere stata Donna Florio, alias Francesca Iacona. L’attesa è grande perché viene dichiarato che quello è il secondo ritratto della nobildonna di cui si era persa ogni traccia. Il dipinto era attribuito a Giovanni Boldini.
Il primo delitto
Il critico d’arte, Ignazio Riva, viene rinvenuto cadavere nella sua splendida villa, ucciso con un colpo di attizzatoio. I sospettati sono più di uno perché egli era una squallida persona e molti lo avrebbero voluto morto.
Tuttavia, sembrerebbe che tutti abbiano un alibi a prova di bomba per l’ora della morte.
Regola vuole che ogni dipinto di valore abbia un expertise che ne attesti valore e autenticità. Garantisce per l’autenticità del quadro la bellissima ed esperta Dorotea Bensi. Per Nigido, il curatore della mostra, no, ma deve far buon viso a cattivo gioco.
I suoi affari vanno troppo male.
Quando il puzzle sembra andato a posto e tutto è chiarito, all’improvviso, un nuovo delitto scuote la città e riapre tutti i giochi. Ma l’arte e i delitti sono collegati oppure sono cose e aspetti distinti?
I ritratti dei personaggi sembrano quadri che tratteggiano tutti i caratteri delle persone del romanzo.
Una conferenza stampa a conclusione delle indagini a fianco del P.M, Alberto Locatelli, il “più figo del mondo”, di cui sono entrambe invaghite le protagoniste femminili, riporterà le conclusioni delle indagini e la soluzione del caso che, a entrambe, Sofia e Marina, lascerà l’amaro in bocca.
Incontro con l’autore
Lo scrittore sarà presente, il 21 settembre, al Salotto Letterario di Bossolasco.
Tommaso Lo Russo




