Recensioni di libri

La morosa del talpa, un enigma firmato Claudio Rolando

Per chi è religioso, un santo patrono ci vuole e, se sei affetto dalla sindrome del “campanile”, non ne puoi fare a meno. Così avviene nelle prime pagine del romanzo “La morosa del talpa” di Claudio Rolando, edito dall’Edizione del Capricorno, per la collana Piemonte in Noir.

Un libro che parte in sordina caratterizzando le abitudini di una valle che sembra fuori dal tempo, o almeno lo sono i suoi abitanti.

Un thriller di 389 pagine, piacevole che scorre veloce fino a quasi le ultime pagine.

Poi la vicenda del noir si ingarbuglia tanto da dover soffermarti un po’ a rileggere le pagine per capirle meglio. Tuttavia, è un libro da portare anche sotto l’ombrellone.

Lo scenario del romanzo

Le valli del Sangone, da Giaveno a Coazze e dintorni. Un luogo per riposare in pace e tranquillità.

La trama del romanzo

Di morti ammazzati ce n’è più di uno e, come le ciliegie, uno tira l’altro.

In un cantiere, un gruppo di archeologi professionisti e di volontari rinviene due cimeli risalenti all’epoca Carolingia all’interno di una tomba.

Quasi subito i ritrovamenti sono funestati dal delitto di una donna che era lì a presidiare il sito archeologico e dal furto dei due manufatti ritrovati. I due fatti sono collegati? Potrebbe essere, vista la contemporaneità dei fatti.

Le indagini sono condotte privatamente dall’ex commissario parigino Leonardo Delfos che, attualmente, sverna in quel di Giaveno e aiuta, come al solito nella saga, il maresciallo Fabio Di Giovine.

Stavolta, per Leo, come tutti lo chiamano, è molto più dura in quanto fra i maggiori sospettati c’è un suo caro amico, Carlo. Ad aiutarlo nelle sue indagini ufficiose, un ispettore, il suo collaboratore in Francia, Emile.

Le indagini

Due uomini con grande esperienza giudiziaria che hanno metodi di approccio al crimine completamente diversi ma che si compenetrano. Per Emile tutto era sistematicità e indagine analitica, tutto veniva annotato su un piccolo notes.

Al contrario, il commissario Leo non era mai riuscito ad applicare un metodo organizzato e rigoroso, doveva annusare l’ambiente e i personaggi coinvolti nei fatti.

 Il mondo della vittima doveva entrare in lui con le sue sensazioni, profumi, sentori tattili, tanto da diventare una nebulosa di cui, agli inizi, non capiva nulla e non aveva un senso logico, fino a quando lui e quel mondo diventavano una cosa unica e cominciava a capire e a dare un significato ai fatti.

Fatti che avevano una loro spiegazione aberrante ma l’avevano. Ci può essere qualcosa di peggiore dell’omicidio? L’autore, attraverso la mente lucida del commissario Leo, ve lo spiegherà scavando profondamente nella psiche dei personaggi.

Il romanzo, in un crescendo di suspence, adrenalina e situazioni sempre più intricate, arriverà al finale insospettato e imprevedibile, anzi ai due finali, ma questa è un’altra storia.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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