Donato Carrisi racconta “La donna dei fiori di carta”
Pubblicato in edizione economica su TEA il racconto “La donna dei fiori di carta” è un noir che ha i risvolti del thriller ma anche del romanzo storico in quanto prende spunto dalla tragedia del Titanic avvenuta fra la notte del 14 e il 15 aprile durante quello che fu il viaggio inaugurale, mai portato a compimento.
Una storia, quella di Donato Carrisi, che miscela in modo sapiente verità storiche a quelle di pura invenzione che, tuttavia, sembrano credibili e verosimili fino a trovare difficile separarle e diventano un’altalena fra quello che è storico e l’altra parte che non lo è, ma si fonde e confonde in un unicum particolarmente avvincente.
La voce narrante porta il lettore a scivolare sul percorso del racconto e agli innumerevoli risvolti psicologici non da poco che emergono dalle 165 pagine, che con le conclusioni finali dell’autore arrivano a 169.

Lo scenario del romanzo
La Grande Guerra e, in particolare, il monte Fumo, dove si svolge un lungo scontro fra austriaci, ben addestrati ed equipaggiati e l’esercito italiano, al contrario, male equipaggiato e non addestrato che aveva mantenuto una pratica aberrante dell’esercito sabaudo.
Nella cattedrale di ghiaccio, che è il monte Fumo, i morti rimarranno ibernati e conservati senza bisogno di sepoltura.
<< Per sempre giovane, pensò mentre con una carezza chiudeva le palpebre al soldato che non era riuscito a salvare>>.
La trama del romanzo
La storia comincia con un tenente medico austriaco, Jacob Raumann, che viene incaricato di indagare circa i nomi e il grado di cinque prigionieri al fine di procedere a uno scambio con un equivalente ufficiale austriaco catturato dagli italiani.
Jacob chiede: << Perché proprio io? >> La risposta non si fa attendere: << Perché voi parlate italiano>>. A questa risposta il tenente medico non crede, è, alla fine arriva la risposta vera e sprezzante: <<Perché voi non sembrate un soldato>>.
A volte il caso si incarica di dare una svolta completa alla vita di un uomo e, in questo caso, al tenente medico Jacob Raumann.
Avviene così che il medico, prestato alla guerra, prende parte ad una vicenda che gli cambierà la vita per sempre.
Il romanzo scorre veloce, con considerazioni particolarmente interessanti come quella sui talenti:
“Non basta avere talenti, come dice la Bibbia – bisogna avere la vocazione per metterli a frutto”.
Oppure quella sui sognatori consapevoli e quelli involontari. Una distinzione a cui non avevo pensato appieno. Queste ed altre curiosità, tutte nelle pieghe del racconto che vi fornirà riposte, anche inaspettate e curiose.
Buona lettura.
Tommaso Lo Russo




