Recensioni di libri

Il primo cadavere, un noir di Angela Marsons

Angela Marsons è una delle più celebrate autrici di noir in campo internazionale, tradotta in trenta paesi. A me è capitato di leggere il primo romanzo della serie di Kim Stone, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori.

Al messaggio di Angela, che chiede di rilasciare un commento, rispondo con questa recensione e, penso, non sarà nemmeno l’ultima. “Il primo cadavere” è un thriller appassionante e coinvolgente di 276 pagine nell’edizione pocket, che scorre particolarmente veloce anche se è inquietante per la serie di delitti e abusi sessuali che vi sono descritti.

La perfetta traduzione è di Erica Farsetti tradotta dalla versione originale del romanzo “First Blood”.

Lo scenario del romanzo

Il West Midland, Birmingham, Statford – Upon – Avon, dove è nato Shakespeare, ed altre località inglesi.

La trama de “Il primo cadavere”

Kim Stone è la detective a capo di una squadra investigativa di recente costituzione. In tutto sono quattro, lei compresa. Kim è un soggetto scontroso, difficile, in continua peregrinazione da un’ equipe all’altra.

I suoi ex capi mal la tolleravano e, quando il nuovo ne fa richiesta per metterla a dirigere un piccolo gruppo investigativo, tutti tirano un sospiro di sollievo, meno grane con lei. Eppure, lei è brava, ma è antipatica a tutti, quasi.

Sulla scena del crimine arriva quasi sempre a bordo della sua moto. Il nuovo caso di cui deve occuparsi fa parte di un omicidio seriale.

Informazioni pochissime, ma lei sa come estorcere le notizie.

<< Dundee, stai mentendo. Lui le lancio uno sguardo di sfida, ma dopo tutte le volte che lo aveva arrestato sapeva che faceva sul serio>>. La risposta.

<<Luke Fenton, e non ti dico altro>>.

Le indagini proseguono e deve arrivare a ricostruire un puzzle. Cosa difficilissima con tutti i suoi ex colleghi di lavoro che le remano contro, tra gelosie, ripicche e dabbenaggini.

Kim arriva a convincersi che i delitti, tutti, sono collegati, sia quelli nella sua zona di competenza che in quella vicina. Mezzo puzzle riesce a ricomporlo, ma resta l’altra metà con forti resistenze, ignoranza e arroganza dei suoi competitor.

Del resto, nemmeno nella sua squadra tutto fila liscio. Uno dei componenti è difficile da gestire e pensa di mandarlo via. Proprio quando ha preso tale decisione si accorge, piano piano, che è un elemento valido e se arrivano alla soluzione del caso è proprio anche per merito suo.

Con gli altri due va subito d’accordo; l’uomo, il sergente Bryant con lei è quasi tenero, mentre la donna, alle prime armi, si dedica con successo alla gestione informatica.

Kim Stone dovrà tenere in piedi una squadra un po’ traballante e riunire due puzzle in uno solo. Ci riuscirà?

Conclusioni

In un crescendo di colpi di scena, presunti sospetti, che poi si rivelano innocenti ma solo irretiti in un gioco più grande di loro, arriva a porre la parola fine ad una tormentata vicenda con una squadra su cui non avrebbe mai scommesso.

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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