Recensioni di libri

Appuntamento fatale, un noir di James Patterson e David Ellis

Il duo James Patterson e David Ellis, per Tea Editori, presenta “Appuntamento Fatale“, versione italiana con la traduzione di Massimo Gardella, di “Guilty Wives”. Un piccante romanzo di 437 pagine, appassionante e veloce da leggere.

Una conferma per i due scrittori che mietono successi con l’uscita di ogni nuovo lavoro.

Lo scenario del romanzo

Montecarlo, Limoges e i castelli della Loira con un accenno alla Svizzera.

La trama de “Appuntamento fatale”

Quattro amiche per la pelle, sposate, in vena di trasgressione, decidono di passare un fine settimana lungo a Montecarlo senza badare a spese.

Fra loro si dicono tutto, o quasi e nel quasi ci sono anche segreti che non si sono mai confidate, gelosamente custoditi.

Dopo l’arrivo con jet privato e servizio elicottero per giungere all’albergo, incontrano, dopo una serata folle al casinò, quattro spasimanti di cui uno, in incognito, risulterà essere addirittura il presidente della Repubblica francese.

Il quartetto aumenta di numero e gli otto non si separano fino a quando le quattro donne non verranno arrestate dall’anti terrorismo sullo yacht.

Perché arrestarle? Semplice: si scoprono due cadaveri. A dire il vero una prima stranezza era avvenuta già al momento della registrazione della prenotazione. Abby, una delle quattro, avrà modo di ripensarci in seguito, come un tormentone, nel carcere di massima sicurezza.

Questo dopo un processo farsa, veloce in cui le quattro donne vengono accusate e condannate per l’omicidio del presidente e della sua guardia del corpo. Per concludere in fretta il processo viene offerto alle quattro di dichiararsi colpevoli in cambio di una riduzione di pena, ma il pacchetto è totale e unico.

Tutte e quattro si devono dichiarare colpevoli e confessare, altrimenti l’offerta decade. O tutte o nessuna.

Il processo si svolge al Palazzo di giustizia che si trova sull’ Île de la Cité, nei cui pressi si trova la cappella dove Abby e il marito Jeffrey avevano assistito, anni prima, al concerto delle “Quattro stagioni” di Vivaldi, gremito di folla.

Anche ora c’è folla ma per assistere alla loro condanna perché quasi nessuno crede che “le mantidi”, come le hanno soprannominato, non siano le assassine.

In un crescendo di colpi di scienza, suspence e intuizioni arriva la parola fine, non per tutte.

Lucia Bosia

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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