Recensioni di libri

La sposa nel lago: un noir del duo Cocco & Magella

Scrivere a quattro mani può essere un esperimento che, prima o poi, molti scrittori affrontano. Tuttavia, i risultati non sono sempre esaltanti perché è difficile che scrittori, seppur molto bravi, riescano a scrivere in tandem.

In alcuni casi, nonostante il romanzo sia firmato in coppia, è solo uno dei due a scrivere. Spesso, nei casi di personaggi di fama internazionale, l’apporto sta solo nel nome.

Nel duo Giovanni Cocco e Amneris Magella, l’affiatamento della coppia, sebbene con profili diversi ed età completamente differenti, la sintonia e la condivisione sono acclarate dai cinque romanzi che hanno, con notevole successo, dato alle stampe.

La sposa nel lago è un romanzo di 205 pagine, edito da Marsilio, inserito nella Collana Le investigatrici, allegato all’inserto della rivista “Oggi”.

Un romanzo bello, che scorre in un lampo, leggero, che parte in modo semplice e scorrevole e poi diventa complesso con una serie di enigma e un finale assolutamente imprevedibile.

Lo scenario del romanzo

Le sponde del lago di Como e l’entroterra e Alassio.

La trama del romanzo

All’alba di una gelida mattina d’inverno, nella suggestiva cornice dell’abbazia cistercense di Piona, sul ramo orientale del lago di Como, un monaco rinviene il cadavere di una giovane donna, avvolto in un lenzuolo bianco.

La vittima è Ginevra Bassi, una studentessa di diciannove anni. La ragazza è stata uccisa in circostanze misteriose e il corpo presenta numerose ferite inflitte dopo la morte.

Le prime indagini mettono in luce prima un carattere solare e in seguito una sua doppia personalità con sconcertanti relazioni come quella che la legava a un uomo molto più vecchio, il comandante Sergio Tagliaferri, pilota di linea di una nota compagnia di voli low cost.

Alcune settimane dopo, a Como, nell’area industriale abbandonata dell’ex Ticosa, all’interno del tunnel che conduce alla frazione di Santa Marta, viene ritrovato il corpo senza vita di un anziano clochard.

Il Professore” è stato ucciso – apparentemente senza movente – nell’ambiente che gravita intorno al mondo dei senzatetto della fabbrica dismessa.

I due delitti non sembrano avere nulla in comune. In un caso si tratta di una giovane ragazza mentre, nell’altro, il morto è un vecchio barbone che non suscita il minimo scalpore.

Quindi, due indagini separate in cui, per una, il commissario Stefania ha il fiato sul collo. Per l’altra addirittura le dicono di far presto a chiudere il caso. Strano, ma i due omicidi, che non hanno nulla in comune, viaggiano come le convergenze parallele che sembra abbiano una destinazione finale comune.

I ritratti dei personaggi sono caratterizzati in modo preciso.

Il commissario Stefania Velenti viene affiancato nelle indagini da due collaboratori fidati, il sardo Piras e il toscano Lucchesi che hanno intuizioni particolarmente felici, non da meri gregari.

Anche alcune considerazioni non sono da poco come:

<<….Dimenticare, a volte, è l’unico modo per riuscire a sopravvivere.>>

Conclusioni

La sposa nel lago prosegue con colpi di scena, colpi di fortuna o semplicemente del caso che danno al romanzo una suspence degna di nota.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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