“La bugiarda” di Hannelore Cayre – Edizioni “Le Assassine”
La bugiarda è un noir introspettivo inquietante che lascia perplessi. I fatti descritti sono reali, in luoghi in cui il discrimine fra lecito e illecito è sottile in una guerra fra il bene e il male, fra guardie e ladri dove capita che poliziotti, stufi di star dalla parte dei buoni, invadano l’altro campo e diventino come quelli che stavano inseguendo fino a poco prima.
Patience Portefeux è la bugiarda, ha cinquantatré anni, due figlie che non vede mai e un uomo che la ama moltissimo, ma che la lascia tiepida. Per lei i soldi sono tutto, l’essenza della vita e per chi è vissuta nell’agiatezza e piomba, dopo la morte del marito, all’improvviso, nella quasi miseria, è drammatico. Patience si interroga e scandaglia la vita passata e cerca il modo di riemergere e nuotare, nuovamente, nell’oro.
Si interroga sui suoi rapporti con le figlie e di quelli che ha con la madre che come lei non ama la prole. Deve trovarsi un lavoro e la sua perfetta conoscenza dell’arabo le permetterà di trovarne uno come interprete al Ministero della Giustizia che, però la paga in nero!
Nel suo lavoro di interprete che lei non svolge fedelmente finalmente le capita l’occasione: un traffico di droga e una partita di cocaina che viene abbandonata e che lei ritrova per mezzo di un pastore tedesco di nome DNA. Da lì in avanti ci saranno molti soldi e lei gestirà il traffico mirabilmente tutte le volte, eccetto una, potrebbe essere la fine perché per quell’unico sbaglio il suo compagno poliziotto la scopre.
Come finirà?
Tommaso Lo Russo




