Recensioni di libri

Un dio solo non basta, un noir introspettivo di Massimo Tallone

Penso di aver letto quasi tutti i libri di Massimo Tallone, dalla facile e bella serie di “Lola” della prima generazione a quelli un po’ più tosti, ermetici della seconda.

Ad un certo punto sono rimasto indietro nella lettura non perché i romanzi non fossero appassionanti ma perché gli autori e gli editori mi mandano talmente tanti libri da recensire che non mi basta il tempo per tutti.

Per me Massimo Tallone è una sorta di Wikipedia ambulante. Una fonte di saperi inesauribili. L’intelligenza artificiale invece di andare a sbocconcellare informazioni qua e  là, dovrebbe fare un transfer da Tallone ad AI, così risolvendo il tutto più facilmente e senza errori. Nella sua cassaforte mentale trovi di tutto. Dai neologismi a nomi mai sentiti prima e via di seguito  e il romanzo rappresenta una continua inesauribile scoperta che va oltre il noir.

Il caso ha provveduto, per me e contro di  me, ribaltando la mia decisione. Infatti, mi hanno regalato “Un dio solo non basta” delle Edizioni  Capricorno. Sostenere che è un romanzo facile da leggere sarebbe un’eresia. Tuttavia, è appassionante e mi permetto di aggiungere che è un antitodo contro l’Alzheimer. Leggerlo e capirlo è un esercizio per prevenirlo, l’Alzheimer.

Dicevo, non è solo un noir è anche un viaggio nella profondità del pensiero e nella ricerca di sensazioni ed esperienze a cui ti conduce l’autore passo per passo, in modo sapiente.

Tu sei lo studente e se non hai capito qualcosa lui ritorna sul pensiero e te lo rispiega con altre parole, con altre sfumature. In questo romanzo c’è un percorso che l’autore aveva già accennato in altre storie e qui sviluppa, come in un filo logico, dalla tentazione di uccidere al bisogno aberrante di uccidere.

Lo scenario del romanzo

Non solo Venezia, non tanto quella turistica, ma quella meno frequentata, descritta per calli e sestieri di cui l’autore manifesta una conoscenza da guida turistica di professione, per passare a Cernobbio, Trieste, Milano ed altre località. E ti sembrerà di essere entrato, come un avatar, nel romanzo e nello scenario.

La trama de “Un dio solo non basta”

Un padre che ha concluso un affare d’oro deve portare all’asilo un bambino, ma la sua mente è soggiogata da quell’insperato contratto appena concluso tanto che dimentica il bambino in macchina, al sole.

Per combattere e attutire l’inconsapevole orrenda azione  da lui compiuta si rifugia a vivere solo in autogrill, in macchina o come la chiama lui, la cuccia.

“Solo”. È un eufemismo.  Come si fa a vivere in solitudine in autogrill: il luogo non è nato per fare conoscenze ed amicizie, ma è un porto di mare! Sono due anni di torpore in cui viene accettato, prima con diffidenza e poi anche con simpatia nell’autogrill che diventa parte di sé e lui parte dell’arredo che ormai gli habitué e pure l’esercente del locale  trovano normale. Se all’inizio era una sorta di castigo, alla fine ci si trova bene, una sorta di quiete.

Tutto fino a quando uno sconosciuto viene a commissionargli un omicidio.

<<Ho bisogno di te, Sirio>. Era passato di colpo al tu.

<< Lo chiedo a te, Sirio, perché tu hai ucciso tuo figlio. Sei del mestiere, tu sai come si fa,  sai che cosa vuol dire uccidere>>.

Tentenna un po’ ma poi accetta. L’omicidio commissionatogli è quello della studiosa di mitologia Cinzia Papadopoli.

Assieme all’incarico una valigetta con tante buste che contengono le prime informazioni utili per arrivare alla studiosa e tanto denaro per avviare la ricerca che sarà lunga e costosa.

Le 356 pagine di “Un dio solo non basta” si mostrano appassionanti, in un crescendo di vicende e forte adrenalina che sono racchiuse in una sorta di matrioska in cui una contiene l’altra. Con situazioni sempre più imprevedibili dove Sirio cambierà nome ma anche se stesso in una metamorfosi totale con la speranza.

Un finale sorprendente, a geometria variabile, alla Tallone.

Ringrazio il caso che mi ha permesso di leggere anche questo romanzo.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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