Recensioni di libri

Morte al casinò, il nuovo thriller di Claudio Rolando

È recentemente uscito, a cura dell’edizione Piemonte in Noir, in abbinamento al quotidiano La Stampa il romanzo “Morte al casinò” di Claudio Rolando.

Un libro di 280 pagine che segue la scia degli altri, a cavallo fra la Francia, in particolare, la Costa Azzurra e il Piemonte, fra Giaveno e Torino.

Un romanzo che scorre veloce sino a quando l’autore non comincia a fare introspezione psicologica e i ritratti dei personaggi diventano, quasi fotografia in cui tutto è condensato.

Quando inizia la parte psicologica che, si alterna alla suspence, il romanzo rallenta. Non perché sia meno appassionante, ma per il semplice motivo che il lettore è teso a sorbire le pagine e in qualche passo torna persino indietro per capire meglio e assimilare i concetti che non sono mai scontati.

La trama del romanzo

In una calda giornata di fine giugno il commissario della Polizia monegasca, Camille Pinard consegna all’ex commissario di polizia parigina, Leo Dalfos, un plico misterioso.
Camille era stata allieva di Dalfos e fra i due era nata una forte simpatia che in questo nuovo incontro si riaccende.
Dai colleghi della polizia italiana, Camille non riesce ad avere supporto e per questo si rivolge al suo ex capo.

A Montecarlo, al casino, c’è stata una morte misteriosa per avvelenamento. Si tratta dell’italiano Enrico Marlaci che, per il suo lavoro fa la spola fra Piemonte e Costa Azzurra ed è stato ammazzato con un dardo partito da chissà dove.

Pochissimi indizi e molto confusi, soprattutto non si riesce a capire chi ne volesse la morte.
Per arrivare a risolvere l’intricata vicenda i due si recano, prima uno e poi l’altra, a Giaveno e quindi a Casalborgone che emerge nella vicenda in modo sorprendente, quasi come nelle favole.

Per me che conosco Giaveno, per esserci vissuto, è un po’ un ritorno al passato e i luoghi sono descritti così bene che mi sembra di riviverli.

Luoghi senza tempo e cantine sotterranee degli infernot.

Questa è la sesta indagine di Leo Dalfos, un noir classico che raccoglie il testimone dei maestri del genere.

Una suspence spasmodica che si respira nei luoghi e nei personaggi che si incontrano nel romanzo e dai quali non si riesce a staccarti e fanno inserire il romanzo fra i thriller avvincenti.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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