Recensioni di libri

Psychokiller. Nella mente dell’assassino – Di Paolo Roversi

Il procedimento di succubo è l’arte di entrare nella psiche di un altro soggetto per capirne, dall’interno, i suoi modi di pensare e processi logici o illogici.

In altre parole, è una sorta di manipolazione emotiva, a due, in cui una delle due parti cerca di prevalere e comprendere meglio l’altra parte.

Nel noir, in tempi in cui l’inglese è di moda, si chiama profiler chi svolge questa funzione di manipolazione.

In questo romanzo giallo, profiler è il commissario Gaia Virgili, laureata in giurisprudenza, con tanto di master in criminoligia, corsi, nella sede FBI a Quantico che si è fatta un mazzo a sgobbare per cercare, invano, di emergere.

Roma –   Unità Analisi Crimine Violento

Sembra che all’UACV di via Tuscolana, a Roma sud est, per la dottoressa Gaia Virgili  non ci sia alla scentifica, spazio se non per lavori di routine.

Gaia è una bella donna, praticamente non ha una vita sociale: senza marito e figli, qualche avventuretta senza impegno l’ha avuta.

Il suo capo, Renato Bernardi, un genio con laurea in fisica e, seconda, in psicologia, le affida un interrogatorio in carcere, a Rebibbia. Nel carcere interroga il detenuto Mariani e dà sfogo alla sua arte di seduzione e alle sue capacità di profiler.

Nel gioco a due, di manipolazione, l’energumeno grande e grosso ha la peggio sia sotto il profilo psichico che sotto quello fisico con tanto di colpo di aikidō inferto alla giugulare del detenuto.

L’altro scenario

Milano è scossa da una serie di omicidi. Un assassino riprende le proprie vittime mentre le soffoca per poi spedire i video dei loro ultimi momenti di vita alla polizia.

Destinatario degli agghiaccianti filmati è il tormentato commissario Diego Ruiz, un “sopravvissuto”, alcolista, fumatore incallito, che insieme alla sua squadra composta da Silvia Monti e Luca Tedesco, deve indagare, contemporaneamente, sia su questo killer che su una strana rapina in Istituto di Credito. Molto probabilmente ci sono state complicità all’interno della banca.

Inizia così una lotta contro il tempo, mentre il piano dell’assassino assume contorni sempre più definiti. Ogni volta che l’indagine sembra giungere a un punto di svolta, una mossa a sorpresa del killer spinge Ruiz a rivalutare l’intera lista dei sospetti.

In una Milano attuale e brillantemente descritta, lo scrittore muove, con maestria, personaggi dalla doppia faccia, sbirri senza scrupoli e fuori dagli schemi, donne affascinanti e pericolose.

La copertina del libro.

L’incontro dei due commissari

Le strade del commissario Ruiz e della bella Gaia Virgili si incontrano perchè la questura chiede aiuto alla brillante profiler, quando arriva a Milano per seguire un altro caso, quello del “killer delle donne sole”.

Con un cliché che si ripete molto spesso nei noir: il profilo è quello di un uomo instabile e pericoloso, una sorta di vendicatore solitario, molto astuto che ha lanciato apertamente una sfida agli inquirenti invitandoli a catturarlo prima che uccida nuovamene.

Con questo noir ci tuffiamo nella mente e nella vita dei personaggi.

I punti di forza sono i vari punti di vista dei personaggi che l’autore caratterizza in modo sapiente.

Il romanzo è scorrevole, con uno stile di scrittura impeccabile, gradevole e intrigante, ma con un refrain già visto, almeno all’inizio, ma Il finale vi sorpenderà e non è per niente scontato perché nulla è mai davvero solo ciò che sembra.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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