“La banda dei carusi” il nuovo romanzo di Cristina Cassar Scalia
In attesa della nuova fiction su Mediaset, con Giusy Buscemi e Giorgio Marchesi sulle indagini del vicequestore Vanina Guarrasi (apparsa già in una precedente recensione), ecco la presentazione dell’ottavo libro di Cristina Cassar Scalia. Presentato a Torino, al Circolo dei lettori di Palazzo Granieri della Roccia, martedì 28 novembre, “La banda dei carusi”, edito da Einaudi.
Assieme alla divertente autrice siciliana, Cristina Cassar Scalia, l’introduzione di Davide Longo.

La banda dei carusi
Un libro di 296 pagine, divertente, leggero, in cui si assiste ad una sorta di eterno derby fra Catania e Palermo.
Le due città non hanno niente in comune, né dal punto di vista artistico né di altro genere. Catania è un’emergenza architettonica che risale solo al Barocco, in quanto terremoto ed eruzione vulcanica non hanno lasciato tracce antecedenti.
Palermo è più stratificata e presenta bellezze e la memoria di invasioni successive che nel tempo ne hanno fatto una capitale architettonica unica.
Nemmeno la lingua è la stessa. Se a Palermo si chiama “arancina”, nell’altra città è arancino”; come se fossero due località lontanissime fra loro. Per esempio, il tiolo del romanzo, “La banda dei carusi”, a Palermo sarebbe “picciotti” mentre a Catania è “carusi”.
Dice l’autrice:
Vanina mangia in continuazione ma è longilinea ed io sfogo su di lei le cose che non posso fare per via della dieta.
Persino nella finzione Vanina Guerrasi si accontenta di Catania non riuscendo ad essere trasferita a Palermo.
Un campanilismo che risale alla notte dei tempi, tanto che, cita l’autrice, per un suo lettore è stato più facile radicarsi in un’altra regione che nella vicina Palermo.
L’autrice, che è nativa di Noto, ci gioca parecchio su tale rivalità.
Lo scenario del romanzo
Catania, Palermo e le Sicilie
I personaggi della saga
Ovviamente di fantasia, forse. Dove le vite reali si intrecciano con presenze amiche con cui Cristina è in stretta relazione.
La trama, dalla quarta di copertina:
Da quando si è trasferita sotto l’Etna, al vicequestore Vanina Guarrasi non è mai successo di lasciarsi coinvolgere tanto da un caso.
Ma ora, il brutale omicidio su cui deve indagare è quasi un fatto personale, per lei, la sua squadra e un gruppo di carusi che già in passato le è stato d’aiuto.
In una mattina di aprile, alla Playa, l’unica spiaggia sabbiosa di Catania, viene scoperto il cadavere di Thomas Ruscica. Thomas era uno dei «carusi» di don Rosario Limoli, parroco di frontiera che opera nel difficile quartiere di San Cristoforo. Vanina lo conosceva: un ragazzo con una famiglia e un passato pesanti alle spalle, però determinato a rifarsi una vita e ad aiutare altri come lui. Criminalità organizzata o delitto passionale? Questo è il dilemma che da subito si trova davanti la polizia, finché gli indizi non cominciano a convergere tutti sulla stessa persona.
Eppure né Vanina, né il suo vice Spanò, né l’inossidabile commissario in pensione Biagio Patanè credono alla sua colpevolezza. Per scagionarla saranno pronti, ognuno a modo proprio, a trascurare o a mettere in gioco anche la loro vita privata.
Una serie tv dedicata
Il libro è stato finalista al Premio Giorgio Scerbanenco 2023 e presto ci sarà una serie televisiva che andrà in onda su Mediaset, a Canale 5.
Sarà una bella fiction, ma il libro, come al solito, sarà migliore. Ne siamo convinti.
La serie in uscita a metà 2024 sarà collegata ai precedenti sette romanzi, a meno che non riescano ad inserire anche l’ottavo, l’ultimo, legato a “La banda dei carusi”.
Tommaso Lo Russo


