Recensioni di libri

L’isola della Sentinella, un noir antropologico di Benjamin Hoffman

Una storia d’amicizia e sul trascorrere del tempo. Di primo acchito, uno è portato a pensare che l’isola della Sentinella non esista, come l’isola che non c’è di Peter Pan, oppure le tante quinte di film e romanzi di successo, da Montalbano a Jessica Fletcher, per passare ad Alessandra Carnevali e tanti altri.

Invece no, per l’Isola della Sentinella, a mille miglia dall’India, ci sono tanto di coordinate e localizzazione geografica.

Tutto finisce qui, però; una nebulosa: altro non si sa, che lingua parlino, da dove arrivino, che cosa fanno, la loro fede e i loro riti. Un mistero fitto fitto, impenetrabile come pericolosi sono i suoi abitanti che, per proteggere la loro privacy, fanno di tutto, anche uccidervi.

Hanno superato uno tsunami nel 2004 che ha colpito anche lì e da cui sono scampati, tutti o quasi, forse.

Situata nel Golfo del Bengala, l’isola della Sentinella settentrionale è una delle Isole Andamane con una superficie di 72 chilometri quadrati. In teoria, l’isola è amministrata dall’India già a partire dal 1947.

Tuttavia, rimane un enigma, nonostante sia popolata da quasi 60 mila anni. È stata risparmiata dalla civiltà moderna che là non ha preso piede. Le notizie sul suo popolo, i Sentinellesi, sulla loro lingua, i loro riti e sull’isola stessa sono quasi inesistenti.

È troppo pericoloso avvicinarsi a loro a causa della loro ostilità verso gli estranei, il che significa che raramente vengono fotografati da vicino e quasi mai visti in video. La maggior parte delle foto e dei video esistenti sono di scarsa qualità.

Vista dal cielo, sembra un’isola idilliaca con spiagge bellissime e una fitta foresta, ma i turisti o i pescatori non osano metterci piede.

la copertina del romanzo

La vicenda del Romanzo

<< L’isola della Sentinella: è un mélange di noir, suspence, mistero, alla scoperta di un luogo inesplorato del pianeta, l’isola della Sentinella, situata a mille chilometri dalla costa dell’India, dove, sul finire del secolo, vive ancora l’ultimo popolo rimasto fuori dal mondo moderno, i Sentinellesi>>.

Un romanzo che conferma la capacità narrativa dell’autore francese, Benjamin Hoffman, che sta imperversando, in Francia e negli Stati Uniti, con la sua produzione letteraria.

Un pubblico di lettori che, per forza di cose, deve essere eterogeneo perché le sue storie sono un pot-pourri di vicende, storia, introspezioni psicologiche fino ad arrivare al noir che ci entra per caso ma ci si staglia bene.

La trama

L’autore racconta la storia di questa comunità remota e al contempo quella di Krish e Markus, due amici con interessi diametralmente opposti, ma tormentati dalla stessa ossessione, quella per l’isola “proibita”.

Il primo è un antropologo di origine indiana sposato con una donna americana; l’altro è un editore newyorkese, single, erede di un’enorme fortuna accumulata nel mercato dell’arte.

Trasportato dal respiro dell’avventura, L’isola della Sentinella è una storia d’amicizia, sullo scorrere del tempo, sui rapporti di classe nell’America contemporanea e sulla distruzione di una coppia, con un occhio rivolto alla necessità di fuga da una globalizzazione sempre più opprimente e al mistero dell’unico popolo che continua ad essere totalmente tagliato fuori dalla civiltà moderna.

«Man mano che la distanza tra l’isola e le nostre barche si riduceva, venivamo superati da intrichi di rami che parevano tentacoli di lunghi cefalopodi. […] A poco a poco, l’isola acquisiva sfumature. Eravamo già in grado di distinguere il nastro chiaro della spiaggia dal groviglio degli alberi. Più ci avvicinavamo, più l’oceano rivelava la vita segreta che anima le sue profondità.

Attorno a noi saltavano i delfini, i pesci volanti guizzavano oltre la prua, le tartarughe risalivano dai fondali turchesi dove i coralli disegnavano ampi labirinti […]. Ma in sorprendente contrasto, l’isola che ondeggiava all’orizzonte non rivelava alcuna traccia di vita […]. A tratti mi sembrava che una solitudine così completa potesse generare soltanto la leggenda di un popolo: i Sentinellesi erano mai esistiti? E con Markus, avevamo sacrificato tutti quegli anni al culto di un’ombra?».

Nessuno sa da dove provengano o quali siano le loro credenze. L’unica cosa certa è che da secoli respingono gli stranieri che si avventurano sulle loro coste, siano essi viaggiatori veneziani, coloni inglesi, naufraghi cinesi, bracconieri malesi, monarchi europei o missionari statunitensi e, persino gli indiani che non vi si avventurano.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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