Autori del Giallo: Alessandra Carnevali

È Nata ad Orvieto e si è laureata in lingue, scrive poesie e racconti. Nel 2002 ha partecipato, in veste di autrice, al Festival di Sanremo con il brano “All’infinito” eseguito da Andrea Febo. Nel 2007 è la prima blogger, ufficialmente accreditata, al Festival di Sanremo. Dal 2005 al 2012 ha curato online il blog Festival, sulla Musica italiana e Sanremo, per il network Blogosfere. Dal 2007 si occupa di promozione web per eventi e artisti emergenti.

Creatrice del commissario Calligaris, protagonista di una trilogia di romanzi quali: Uno strano caso per il commissario Calligaris (Newton Compton, 2016), Il giallo di Villa Ravelli  (Newton Compton, 2017), Il giallo di Palazzo Corsetti (Newton Compton, 2018) tutte ambientati a Rivorosso che, come per Cobot Cove dei  gialli di Jessica Fletcher non esiste.

Approfondiamo quindi la conoscenza di quest’autrice, e di questo suo personag introducendo alcuni dei suoi romanzi:

Uno strano caso per il commissario Calligaris

Il commissario Adalgisa Calligaris dopo un lungo periodo in trincea  a combattere la N’drangheta ritorna al suo paese natale “Rivorosso” per una sorta di riposo del guerriero e ritemprarsi in un posto tranquillo, dove si annoierà a morte, così pensa Adalgisa!

Non è così, di morti ammazzati ce ne saranno diversi, tutti vicino o dentro all’agriturismo “La rosa e l’ortica”, denominazione che si ritrova identica anche sul retro dei quadri della pittrice giapponese Yumiko Mashimoto come firma dell’autrice.

Sarà Pervinca, la figlia della pittrice Yumiko, che vive con  il guru e patrigno Bharma, a dare la spiegazione del significato della rosa: simbolo di silenzio e virtù,  ma anche di completezza e di esoterismo. Rosa che rappresenta il passaggio necessario al raggiungimento della perfezione e quindi è simbolo di sacrificio. Il cuore di una rosa è poi nascosto dentro il suo perfetto bocciolo e  racchiude mistero.

Ogni cosa bella e perfetta può nascondere un segreto, anche spaventoso. Per contro  “ortica” è l’esatto opposto di rosa. Erba cattiva che provoca male e dolore: nessuno vuole raccoglierla con le mani nude, ma il suo infuso ha proprietà magiche.

In un susseguirsi di suspence e intuizioni geniali alla fine il commissario Calligaris troverà il colpevole, ma sarà anche un tuffo nel passato della sua vita, da studente, a Rivorosso umbro.

Il giallo di Villa Ravelli

Nel tranquillo comune di Rivorosso, paese che non esiste nella realtà, si scopre il corpo senza vita della scrittrice Silvia Rivelli, accanita giocatrice alle slot machine, freddata da un colpo d’arma da fuoco di cui non c’è più traccia.

Tra un delitto e l’altro, Adalgisa Calligaris trova anche il tempo di andare in pizzeria con Carlo Petri quello ora medico legale ed in tempi scolastici, il suo amore impossibile di cui si era infatuata.

I sospetti  del primo delitto ricadono anche sulla sorela Antonia Ravelli, ma quando muore anche lei tutto si complica e, fra sospetti, adulteri, usura e professionisti non proprio corretti, davanti al notaio Paride Calzone, all’apertura del testamento, compare anche un altro Ravelli di cui mai prima si era sentito parlare e che, Silvia Ravelli aveva recentemente adottato. Sarà lui il colpevole per avere, in via anticipata, l’eredità della madre adottiva?

Il giallo di Palazzo Corsetti 

Il giallo comincia con un incubo ricorrente per il commissario Adalgisa Calligaris: << Vuoi tu prendere il qui presente Carlo Petri come tuo legitimo sposo… si… si lo voglio! rispose Adalisa, come quando si esclama “e quando mi ricapita più?”.

 Svegliatasi dall’incubo va al lavoro in commissariato e si augura che non sia una giornata noiosa perché vuole  sentirsi impegnata e non ripensare all’incubo notturno.

Rivorosso, da quando è arrivata la Calligaris, è paese tutt’altro che tranquillo e poi è prevista una trasmissione canora che si chiama Sing Sing – anche il celebre carcere si chiama così –  in cui sarano presenti diversi artisti emergenti e non che si sfideranno per la vittoria, ma  uno dopo l’altro falcidiati, da un ignoto assassino. Il primo muore ammazzato con il cranio fracassato da un’apparecchiatura che gli cade addosso e gli altri, verranno come le ciliegie, una tira l’altra .

All’inizio è tutto un mistero. Non ci sono indizi e sospetti colpevoli.

Aiuterà il commissario Calligaris, oltre alla sua squadra, anche la blogger Paris Picchio che ha da poco inventato il suo pseudonimo accoppiando il suo cognome all’attività del padre che fa il piccolo albergatore richiamando così quello della più celebre “Paris Hilton” che ha addirittura una catena alberghiera.

Paris Picchio, diventata blogger in un giorno e famosa all’improvviso, sarà in parte l’artefice della risoluzione della sequela di delitti. Alla fine Paris diventerà anche testimone di nozze di Adalgisa che sposerà, a risoluzione del caso, il magistrato Gualtiero Fontanella che segue le indagini.

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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