Recensioni di libri

E se domani, Il nuovo noir di Maurizio Blini

È recentemente uscito, per le Edizioni del Capricorno, l’ultimo noir di Maurizio BliniE se domani”.

Un avvincente romanzo di 222 pagine che riprende il refrain di una bella canzone di Mina di tempo fa, ma è al tempo stesso una storia di un sistema criminale abbarbicato nella città sabauda in modo articolato e complesso, coniugando vecchia a nuova criminalità organizzata in continua e repentina evoluzione.

Un noir intenso, che si legge veloce e appassiona.

Lo scenario del romanzo

Non solo la parte suggestiva di un esteso centro storico come è quello torinese, ma anche le aree più degradate come, per esempio, la Falchera, fino alle escursioni in Francia, nell’Alta Savoia.

I personaggi principali del romanzo

La storia ruota attorno ai due fratelli Stelvio, Silvano e Maurizio che stavolta non vanno più tanto d’accordo e sembra debbano ricalibrare il loro rapporto che, tuttavia, tornerà fluido ma non come in passato.

Fra gli altri personaggi c’è anche il nuovo questore, molto attento e navigato, di sicuro non uno sprovveduto, un magistrato, un responsabile della DIA e altri ancora.

Blini, ogni tanto, per far scendere la tensione narrativa, passa a suggestioni letterarie che sono un modo per rendere il romanzo complesso. Fanno riflettere il lettore senza far calare la suspense se non per pochi attimi. Per esempio quando cita Josif Brodsky:

<<Se per una ragione qualsiasi vi dovesse capitare di dover tornare a vivere non abbiate paura degli insuccessi….>>.

Oppure altre, legate a momenti più leggeri.

<<Cerco l’amore che forse non sono mai riuscito a dare. La verità è che serve tempo anche per amare>>.

I sensi di colpa

A volte si hanno sensi di colpa e vergogna per fatti che non sempre sono addebitabili a noi ma per i quali si vorrebbero poter portare indietro le lancette della vita.

<<Tempo, più non c’è. Forse, il nulla in te. Vorrei gridare, quanta rabbia c’è ora in me…>>.

Il crescendo del romanzo si intensifica.

Sembra che Maurizio Blini, nello scrivere questo romanzo, questo grido di dolore, sia stato profetico.

Come non passare dalla fiction alla cronaca di oggi e a quelle che a me son sembrate, di primo acchito, tante soluzioni per uscire dalla crisi attuale e l’approccio per risolvere, mutuando, quelle descritte nel romanzo? Strane e perverse analogie.

A un certo punto gli omicidi si moltiplicano, gli interrogativi e le ipotesi per arrestare la mattanza diventano molteplici.

Quando scelgono un percorso si abbandona quasi subito dopo altri morti per arrivare a nuove ipotesi e altre speranze.

Intanto la “Signora” appare negli incubi di uno dei fratelli Stelvio, quasi un incubo premonitore.

<<E se domani e sottolineo se…>>

Buona lettura.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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