La congiura del Geco, un noir di Maurizio Blini
La collana “Piemonte in Noir” delle Edizioni del Capricorno propone il nuovo romanzo “La congiura del Geco” di Maurizio Blini, uscito in abbinamento al quotidiano La Stampa.
Un libro di 250 pagine, ben scritto, veloce da leggere e pieno di rimandi a canzoni e episodi di un passato che si ricordano con nostalgia.
Compresi i fumetti di un tempo che servono ad attenuare e diluire la suspence. Quasi un voler agire su due piani, quello più leggero e frivolo e l’altro del noir e dell’omicidio inspiegabile. Come se l’autore volesse alleggerire la tensione e allungare i tempi della risoluzione del caso.
La trama
Antonio Izzo, ex dirigente dell’AISI, vale a dire il servizio segreto italiano, viene rinvenuto impiccato nel suo appartamento a Torino.
Subito, tutti, o quasi, sono convinti che si tratti di un suicidio. Tranne un suo amico e collega che lo ritiene impossibile e quindi insinua sui giornali un dubbio per non far chiudere il caso.
Storie di servizi segreti sempre in zona borderline e, talvolta, anche oltre come in questa vicenda. Intercettazioni e pedinamenti in cui i falsi buoni si contrappongono agli autentici.
Lo scenario e i tempi di svolgimento
Due periodi temporali si presentano nel romanzo. Uno attuale che si svolge a Torino e l’altro è un tuffo nel passato che si snoda, a Locri, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui tre amici mantengono rapporti consolidati nel tempo e forse inossidabili.
Un giuramento fatto da ragazzi fra i tre che li accomunerà nel tempo e nelle carriere che saranno tra loro diverse.
<<Niente è più contagioso dell’esempio…>>
Così riporta l’autore che cita il filosofo francese François de La Rochefoucauld, aggiungendo
<< Finirà così che per quanta differenza ci possa essere tra buoni e cattivi, entrambi produrranno effetti negativi. In fondo gli esempi non sono altro che guide che ci fanno smarrire>>.
Per i tre ragazzi che diventeranno uomini il patto d’onore e l’esempio saranno fondamentali. Venendo ai giorni nostri e alla guerra in Ucraina, come non pensare che la differenza fra buoni e cattivi non produrrà altro che effetti negativi?
Un romanzo appassionante e leggero dove la parola amicizia si spera sarà per sempre fino a rinnovarne i patti seppur con qualche cambiamento.
Nel romanzo ritornano anche “I cattivi ragazzi” di un altro noir: Moreno Stelvio, super sbirro, ormai in congedo, il fratello Silvano, diventato capo della Mobile torinese e la sua squadra costituita da persone sagaci e intraprendenti entrano nel romanzo.
Il finale a sorpresa, imprevedibile, sarà una lotta contro il tempo per dipanare l’enigma ed evitare un altro omicidio…. A chi avrà il piacere di leggere questo libro auguriamo buona lettura.
Tommaso Lo Russo




