Recensioni di libri

Insoliti sospetti, un cozy crime di Salvo Toscano

Continua l’avventurosa saga dei “fratelli Corsaro” di Salvo Toscano, con il nuovo capitolo di “Insoliti sospetti”, edito da Newton Compton Editori. Un libro di 385 pagine, che nuovamente parla siciliano in quanto l’autore è di questa terra meravigliosa che esprime tanti autori anche in campo giallistico. La realizzazione grafica della copertina è di Carol Giulio.

Tuttavia, nel romanzo si scrive anche un buon piemontese, segno che l’autore, o chi per esso (Alessandro Amato nda), la lingua piemontese la parla e scrive bene. Nel romanzo, infatti, uno dei personaggi della saga dà sfoggio della sua parlata piemontese e di proverbi d’antan.

Lo scenario del romanzo

La Sicilia che l’autore ti fa girare in lungo e in largo, da Catania a Palermo, soffermandosi sull’antipatia reciproca che hanno i cittadini delle rispettive due città, per poi passare, come in un tour, ad Agrigento, Ragusa Ibla, Siracusa e Punta Raisi.

La trama de “Insoliti sospetti”

I fratelli Corsaro sono due di carattere completamente diverso; uno fa il giornalista e l’altro il penalista, entrambi bravi nel proprio campo.

Fabrizio, il giornalista, viene contattato da un discutibile personaggio che vuole rilasciargli un’intervista sulle sue vicissitudini giudiziarie recenti.

L’incontro, programmato per un giorno, viene rinviato e quando finalmente avviene, il giornalista trova l’uomo in un bagno di sangue, accoltellato alle cinque della sera.

Indagini frettolose e praticamente inesistenti, sia della polizia che della magistratura, portano il Corsaro ad essere indagato e accusato di omicidio e rinchiuso nel carcere dell’Ucciardone.

Ovviamente, il fratello Roberto assumerà la sua difesa e avvierà le indagini per discolparlo. L’unico alibi in suo favore sarebbe quello rappresentato da un turista che parlava inglese e con cui si è casualmente scontrato, ma di tracce del turista non vi è nemmeno l’ombra.

Durante le indagini, svolte dall’avvocato, salta fuori che il morto viveva in un mini alloggio in affitto, mentre poteva invece permettersi, con la sua attività di usuraio, ben altre sistemazioni.

A volte il caso fa più della logica e piano piano, in un crescendo di adrenalina, suspense e tentativi di omicidio, il puzzle viene ricostruito e vi saranno una serie di sorprese che vi terranno attaccati al romanzo fino all’ultima pagina.

Un libro piacevole, che scorre veloce, intrigante e appassionante, ma anche riflessivo come quando dice:

<<La pretesa di trovare una risposta a tutte le domande è il peggior punto di partenza per chi si avvicina alla fede. È il mistero la sua stessa essenza>>.

Buona lettura di un autore che non delude mai.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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