Recensioni di libri

“Rispondi se mi senti”: un noir scandinavo di Ninni Schulman

È recentemente uscita, in abbinamento alla rivista “Oggi”, la versione italiana di “Svara om du hör mig” con il titolo “Rispondi se mi senti”, edito da Marsilio, con la traduzione di Stefania Forlani.

Un romanzo di 405 pagine, piacevole, un po’ malinconico, come lo sono tutti quelli nordici, che si dipana fra tradimenti, rimpianti e occasioni perse.

Il titolo “Rispondi se mi senti” ha un doppio significato. Il primo è più tecnico e legato alla copertura della rete. La copertura della telefonia mobile è a dir poco scarsa nelle zone rurali e la radio ricetrasmittente è indispensabile per poter comunicare.

Il secondo è di tipo interpersonale, un romanzo dove l’incomunicabilità avvolge tutto il racconto e dà la stura ad un titolo emblematico che è il marchio di questa società in cui la tecnologia ha portato tante novità e cura, ma anche ossessioni.

Lo scenario del racconto

Il Värmland, regione di torbiere e i boschi incontaminati della Svezia centrale, nel periodo dell’autunno.

I tempi del racconto

Il romanzo si svolge nell’arco di sei giorni e la trama è in costante evoluzione. Abbastanza insolito nei tempi odierni, perché la maggior parte dei romanzi polizieschi salta tra il passato e il presente.

Il suo terzo romanzo poliziesco, sulla giornalista Magdalena Hansson e gli agenti di polizia Petra Wilander e Christer Berglund, è ben scritto e molto intrigante. E l’autore e il movente non appariranno fino alle ultime pagine regalando un finale esplosivo.

La trama de “Rispondi se mi senti“.

Nella regione è tempo di caccia all’alce. Petra Wilander, promossa alla guida della squadra.

Ben presto il primo alce viene ucciso e tutti vengono a sapere, attraverso il contatto radio, chi ha sparato e che è stata uccisa una femmina di alce.

Dopo ore di appostamenti tra abeti e cespugli di mirtilli, alla fine di una giornata dove più spari sono riecheggiati a lungo tra le montagne, due membri del gruppo non fanno ritorno.

Un uomo è morto e una ragazzina di tredici anni è scomparsa. Potrebbe essere stato un incidente? O più probabilmente qualcuno ha approfittato dell’annuale raduno per regolare conti in sospeso?

La caccia all’alce viene interrotta e tutti i partecipanti vengono interrogati. Sono tutti possibili sospettati, compresa Petra, che viene esclusa dalle indagini.

Viene dirottata su un altro caso, quello di un lupo che è stato ucciso illegalmente. Un tema costantemente dibattuto in Svezia, quello della tutela dei lupi e del loro numero.

Mentre le indagini seguono il loro lento iter, anche la stampa si butta a capofitto sul caso.

 Magdalena Hansson, reporter del Värmlandsbladet che rischia di ritrovarsi disoccupata a causa dei tagli minacciati dalla proprietà del giornale, intravede in quella morte sospetta l’occasione per rilanciare la testata locale per cui, attualmente, lavora.

Si è lasciata alle spalle la redazione di un grande quotidiano della capitale per tornare alla cittadina della sua infanzia, desiderosa di offrire ai suoi figli una vita più semplice e protetta.

Nessuno come lei conosce luoghi e persone di quella comunità isolata. La sua esperienza, unita all’ostinazione e all’ intuizione, sarà decisiva per dipanare l’enigma e andare a fondo del caso e degli scomodi segreti che racchiude.

Conclusioni

In uno scenario di una natura selvaggia e magnifica, divisa tra la passione per un lavoro senza orari e l’amore profondo per la sua famiglia, dopo i lunghi e solitari mesi della maternità, Magdalena Hansson decide di chiudere un occhio sui sensi di colpa e di riprendersi le emozioni di un’inchiesta ad alto tasso di adrenalina.

La storia si dipana tra il poliziesco ricco di suspense e il romanzo più rilassato e ancora una volta Ninni Schulman raggiunge l’obiettivo.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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