Attualità

Fede, speranza e carità e i vaccini per tutti

Da quando è iniziata la pandemia da Covid c’è una continua sfilata di virologi in televisione, qualcuna che parla addirittura dagli Usa.

A sentirli, come il virus si evolve e si rigenera, anche le versioni dei loro pareri, non sempre gratis, si evolvono.

A questo punto nessuno ci capisce più nulla e gli arresti domicialiri non vanno giù a tanta gente.

Tuttavia, per sentire novità interessanti e di speranza (non il ministro) bisogna andare alla ricerca di quelli che non vanno mai, o quasi mai in televisione, sul podio.

Armando Genazzani (EMA) è tra questi e lo abbiamo ascoltato, nella trasmissione condotta da Simone Spetta, su Radio 24: «Vaccini, Johnson&Johnson in dirittura d’arrivo, dopo Pasqua autorizzazione per Curevac e Novavax».  

Quasi una colomba ritardata.

Armando Genazzani è professore di Farmacologia all’Università del Piemonte Orientale, membro del Chmp di Ema ed è in commissione tecnico scientifica di Aifa.

Continua Genezzani: «Nei primi 15 giorni di marzo potrebbe arrivare la decisione dell’Ema, ci sono poi i vaccini Curevac e Novavax che hanno iniziato il loro iter autorizzativo con le rolling reviews, si stanno infatti fornendo i dati ed hanno attivato la procedura, mentre l’autorizzazione potrebbe arrivare dopo Pasqua». Secondo Genazzani: «il vaccino Sputnik è ancora in fase preliminare». 

La procedura è un pò più complessa perché fuori dall’Unione Europea, ma non è – a giudizio di chi vi scrive – che per quelli Usa si sia stati tanto sospettosi.

A giudizio del professor Genezzani: «Prima di iniziare bisogna controllare i siti produttivi che non sono dentro la Comunità europea, è una cosa che si fa con tutti i vaccini, che siano in Russia, negli Stati Uniti o nel resto del mondo, quindi siamo ancora in fase preliminare non di sottomissione del dossier».

Ovviamente, se non abbiamo capito male, non c’è un vaccino valido ed efficace per tutti, ma ci sono differenti tipologie di vaccini sulla base della conformazione delle persone. 

 Genezzani: «Per motivi organizzativi e avendo a diposizione più vaccini si può scegliere di somministrare quello di AstraZeneca, più maneggevole, alle fasce di popolazione più esposte ma meno a rischio di covid grave e dare gli altri due vaccini a mRNA alle popolazioni più a rischio di covid severo.  Non c’è nessuna controindicazione per gli over 80 si tratta solo di allocare il giusto vaccino alle giuste persone», che aggiunge, parlare adesso di una sola dose di vaccino per chi ha già avuto il Covid è ancora non accertato.

Conclusione: ho capito qualcosa di più, ma molti dubbi si affollano nella mente.

Alla fine, ci risveglieremo dall’incubo e avremo ancora il dubbio che sia stato un brutto sogno e non la realtà!!

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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