Buon Anno 2021. Inizia il Capodanno cinese e tibetano il 12 febbraio
In un anno drammatico come quello passato e nell’inizio del nuovo, festeggiare il seguendo calendario cinese non è male.
Il primo motivo è che molto probabimente il Coronavirus, come la via della Seta e della Carta, arriva dalla Cina.
Il secondo è che il 12 febbraio, in Cina e in Tibet, è Capodanno.
Il terzo è che non si sa mai, se in un anno nuovo già avviato in Occidente, rifesteggiarlo non porti bene.
Comuque la pensiate, non è male, ricordardargli di non continuare a fare brutti scherzi come il precedente.
Secondo la mitologia cinese l’origine di questa festa – detta anche Festa di Primavera – risale alla leggenda che racconta che in Cina visse un mostro chiamato Nian.
Ogni 12 mesi usciva dalla tana per mangiare esseri umani.
In un anno, Covid si è strafogato essere umani più di quanti faceva il mostro Nian.
Se l’unico modo per sfuggirgli era spaventarlo con rumori forti e con il colore rosso non sappiamo ancora bene come fare per allontanare COVID.
Gli scongiuri e stregonerie racontano che per scacciare NIAN, ogni 12 mesi, bisogna fare riti propiziatori: canti, strepiti, fuochi d’artificio e indossando e ricoprendo tutto di colore rosso.
Per Covid, al posto di canti, balli, schiamazzi e riti della pioggia speriamo in un vaccino efficace.
Cambiando destinazione, per Losar, il Capodanno tibetano che ci ispira – più della Cina – si festeggia soprattutto in Ladakh.
È una bellissima festa per dare il benvenuto al nuovo anno.
I monasteri si riempiono di gente che prega e danza e pratica la cerimonia del Metho, in cui si gira per le strade portando in mano fiaccole ardenti e cantando per scacciare gli spiriti maligni.
Insomma, in Cina e in Tibet (ma anche in molti altri paesi orientali) tra poco celebreranno un nuovo inizio indossando abiti molto colorati, cantando, facendo rumore e scacciando il maligno.
Chissà se ci sarà uno scongiuro, una benedizione, una preghiera, un rito di qualsiasi genere oppure un vaccino efficace per divorziare da COVID!!
Lucia Bosia




