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La confraternita dell’asino – Di Bruno Gambarotta

Bruno Gambarotta non è nuovo alle parodie. Ci aveva provato, con successo, con quella del Codice Gianduiotto che, con personaggi da caricatura, rifaceva il verso a Dan Brown.

In quel romanzo, Gambarotta ringraziava il celebre scrittore perché, senza di lui, non avrebbe avuto l’ispirazione per scriverlo.

Dopo la Confraternita del cioccolato, stavolta è quella degli asini.

Non attinge a nessun altro scrittore celebre, ma alla realtà che offre molti più spunti della fantasia.

Gambarotta è nonno e questa sembra una favola inventata da raccontare ai nipoti.

Lo scenario è il mondo del precariato che non lascia fuori nemmeno la categoria dei giornalisti. I nomi di fantasia sono tutti divertenti come il marchese Prospero di Brandizzo oppure le pie dame Vanapompa e Onorata Procella del Riofatato, don Perspicace Claretta, il professore di filosofia Giuseppe Maria Primosale, il direttore della Gazzetta Piemontese Bartolomeo Fontesicura e quello del personaggio principale che ricorda il vino, Delfino Malvasia, un giovane giornalista precario, con tanto di master in giornalismo, con il mito di Indro Montanelli. Ma il suo lavoro non è da titoli di fondo e consiste, meramente, nella ricerca di scoop di provincia, come quello del professore di filosofia che nel pomeriggio fa il ciabattino o del novantenne che pratica parapendio.

La cover del libro.

Finalmente per Delfino arriva l’occasione d’oro.

Al Sacro Monte di Varallo Sesia, il sacro si mischia al profano: c’è “il pellegrinaggio con l’asino di Gesù” per chiedere la grazia per le persone malate con tanto di offerta e tunica a 120 euro.

Insomma, c’è aria di truffa e Malvasia, che sarà pure precario, ma non è stupido, subodora il raggiro.

Come farà a scoprirlo e venire a capo dell’indagine?

L’unica è fingersi penitente. Dopo un po’ giunge anche la notorietà e, con questa, le offerte di lavoro, infatti a Delfino Malvasia arriva quella del direttore de il Corriere del Crepuscolo che gli propone addirittura di diventare il direttore del nascente “Corriere dell’Apericena”.

Il nostro Delfino rifiuta perché ormai si vuole dare alla politica con la confraternita degli asini. Dice Gambarotta: “quest’anno ricorre l’anniversario delle sardine” e noi, aggiungiamo, chissà se ci sarà un nuovo movimento politico?

Il romanzo da favola si trasforma in satira e le allusioni ad alcuni personaggi sono evidenti come quella al direttore Luca Tormento di Strafatto Quotidiano.

Delfino diventa difensore di precari e sfruttati e si innamora di Delfina. Troppa grazia per un giovane pecario.

Bruno Gambarotta è un gourmet che non dimentica di fornire al suo pubblico gli spunti per luoghi sconosciuti, come quello dove si trova la migliore farinata di Torino.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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