Figlia della cenere, un romanzo giallo psicologico ed esoterico
Teresa Battaglia è il nome che Iliaria Tuti dà al suo personaggio.
Battaglia, di nome e di fatto. Risorge sempre dalle ceneri ma, come è emblematico il suo cognome, altrettanto lo è il titolo del romanzo. Uno dei migliori gialli al femminile e sulla parità di genere.
Un mistery intenso, ben costruito ed appassionante che come trama scorre veloce ma pone molti interrogativi ai lettori com’è tipico per un giallo di introspezione. I conti con il passato prima o poi si devono regolare.
Anche stavolta! E il lettore si interroga su come lui o lei siano messi con l’aritmetica della vita. Se non ci si vuole porre davanti allo specchio e porsi domande, questo è un romanzo da non leggere.
Secondo Donato Carrisi:
<< Con Teresa Battaglia, Ilaria Tuti fa il miglior regalo che uno scrittore possa fare ai suoi lettori: qualcuno a cui affezionarsi».
Dopo “Fiori sopra l’inferno” e “Ninfa Dormiente“, torna il commissario Teresa Battaglia in una storia intrisa di spietatezza e compassione, di crudeltà e lealtà, di menzogna e gentilezza. L’indagine più pericolosa per Teresa, il caso che segna la fine di un’epoca.
Un romanzo avvincente, ma anche educativo che incuriosisce e nel contempo insegna.
Un racconto dove tutto è accurato e controllato, ma sempre in modo piacevole.
Lo scenario di Aquileia nel romanzo
Aquileia è una bellissima città; duplice, una sotterranea che rimanda ai romani e alla Decima Legio e l’altra, quella visibile, in superficie, altrettanto incantevole e con mosaici stupendi.
Ilaria Tuti la descrive bene, ma romanzata, come potrebbe fare il Touring. Basiliche devastate da Attila, mosaici ancora suggestivi e boschi, anche se meno presenti rispetto ad altre sue opere.
I mosaici
Nel romanzo è citato un incantevole reperto archeologico: <<…dentro una chiesa…ad Aquileia…c’è questa cripta incredibile…il pavimento musivo paleocristiano più esteso ed antico d’Europa rimasto sotto terra per millecinquecento anni>>.
Da una parte c’è un mosaico intricato e particolarmente complicato, formato da innumerevoli piccoli puzzle e dall’altra parte ci sono quelli che rimandano al gioco della vita che è altrettanto complicato.
L’accadimento dei fatti narrati
Il commissario Battaglia risulta sempre scontroso, adesso si muove pure sorretta da un bastone e i conti con un passato tremendo non sono stati ancora chiusi e i vecchi ricordi riappaiono assieme a ferite non rimarginate che si riaprono dolorosamente.
Il commissario, tuttavia, dimostra una grande umanità e, prima di andare in pensione, deve chiudere i conti e non lasciarli in sospeso al suo fedele agente Marini che la considera un po’ sua nonna, facendola imbestialire.
La trama
In modo armonico si incastrano tre piani temporali: l’alba dei tempi; 27 anni prima e l’oggi. E oggi Battaglia è più fragile e i fantasmi del passato sono lì, con tutta la loro spietatezza.
«La mia è una storia antica, scritta nelle ossa. Sono antiche le ceneri di cui sono figlia, ceneri da cui, troppe volte, sono rinata. E a tratti è un sollievo sapere che prima o poi la mia mente mi tradirà, che i ricordi sembreranno illusioni, racconti appartenenti a qualcun altro e non a me. È quasi un sollievo sapere che è giunto il momento di darmi una risposta, e darla soprattutto a chi ne ha più bisogno. Perché i miei giorni da commissario stanno per terminare. Eppure, nessun sollievo mi è concesso. Perché oggi ascolterò un assassino, e l’assassino parlerà di me.»
L’incontro con l’assassino
<<Il presente torna a scivolare verso il passato, come un piano inclinato che mi costringe a rotolare dentro un buco nero. Oggi capirò di dovere a me stessa, alla mia squadra, un ultimo atto, un ultimo scontro con la ferocia della verità>>.
È l’indagine più pericolosa per Teresa, quella che segna la fine di un’epoca e della sua brillante carriera.
Teresa Battaglia, commissario d’antan, è uno dei personaggi meglio articolati della compagine delle investigatrici del noir.
Con “Figlia della cenere” ci fa conoscere il lato più nascosto di questa profiler non più giovane che apre il sipario su un passato di abusi subiti come donna e moglie. Un’intrepida risalita e riscatto di una carriera irta di ostacoli in una polizia ancora diffidente nei confronti delle donne.
I suoi tanti successi nelle investigazioni hanno creato un feeling e una devozione della sua squadra che sono servite a lenire le tante amarezze che la vita e la carriera le hanno donato a profusione.
Ora c’è una corsa contro il tempo, infatti per il commissario Battaglia l’Alzheimer avanza inesorabile insieme agli acciacchi dell’età e le fa capire che è ora di ritirarsi. Ma prima deve concludere la sua indagine più pericolosa.
Giacomo, il serial killer che lei ha catturato, è minacciato di morte da un misterioso mandante che risveglia la bestia che è in lui e il commissario (che con l’assassino, inspiegabilmente, ha mantenuto nel tempo un rapporto segreto e speciale).
Teresa risulta essere l’unica che può ricevere le sue confidenze e, probabilmente, fermarlo.
Teresa non si limita a catturare i malvagi, lei vuole andare a fondo dell’animo umano e cercare di capire da dove proviene il male e quali sono le sue radici. Un lavoro difficile, ma che va sempre a compimento altrimenti sarebbe una fatica sprecata.
Un’indagine avvincente nella quale si mescolano amore e odio e finalmente arriva la catarsi, la pacificazione di anni di inquietudini e di segreti per troppo tempo repressi sotto la chioma rossa della commissaria.
Un thriller pieno di colpi di scena in cui Ilaria Tuti inserisce rimandi antichi ad un passato esoterico e misterioso, illustrato dai mosaici della città di Aquileja durante gli anni del delicato passaggio dal culto degli dei romani al nascente cristianesimo. Contraddizioni e contaminazioni di riti antichi che si riverberano sul presente.
Un passato che si intreccia con la storia di Teresa, figlia di antiche ceneri da cui è sempre riuscita a risorgere, una storia che lei stessa non ha più la forza di nascondere quando un cadavere, che mai lei si sarebbe aspettata di dover riconoscere, fa irruzione nel suo fragile presente.
Un romanzo di non facile lettura, ma intrigante.
Con questo romanzo finisce la saga di Teresa Battaglia che ufficialmente va in pensione.
Mai dire mai e, talvolta, c’è il ritorno!
Tommaso Lo Russo




