L’assoluzione, un noir di Heine Bakkeid
Mi è capitato per caso di leggere un romanzo di Heine Bakkeid, pubblicato da Giunti Editori, con la traduzione dal norvegese di Francesco Peri per il titolo originale “Met meg i Paradis“.
“L’assoluzione” è Un libro di 415 pagine, intenso, che mi ha riportata con la mente ai miei viaggi in Norvegia, nazione che offre panorami strabilianti.

Lo scenario del romanzo
In particolare la Norvegia, bella e spesso selvaggia, ma dove i suicidi sono a livello alto, all’ordine del giorno; ma dei sui fiordi e curve mozzafiato ho ricordi bellissimi anche se il pullman che si inerpicava per quei tornanti ci faceva gelare il sangue e ci ammutoliva. Tutti avevamo paura e il silenzio era fragoroso.
Altre località citate sono Trollstigen, Stoccolma, fino a sconfinare in Russia.
La trama de “L’assoluzione”
La famosa scrittrice bestseller Milla Lind sta lavorando al suo prossimo romanzo. La storia si ispira a un vero caso di cronaca. Si tratta di due ragazzine scomparse da una casa-famiglia sei mesi prima. In passato, Mila si faceva supportare da Robert, un poliziotto che l’aiutava nelle indagini.
Quando il poliziotto muore in tragiche e sospette circostanze, Mila Lind cade in una profonda depressione e viene assalita dal blocco dello scrittore. Pertanto, il suo editore, per porvi rimedio, le affida un nuovo assistente.
Si tratta di Thorkild Aske, un disperato ex poliziotto dell’Unità Speciale, esperto in interrogatori e caccia ai serial killer.
Aske sta cercando di riemettere in sesto quello che rimane della sua vita dopo la sciagura che ha colpito lui e la sua compagna. È intuitivo e pieno di risorse anche se è ancora soggetto all’abuso di sostanze stupefacenti a seguito del terribile incidente in cui ha perso la vita la sua compagna e per il quale è rimasto sfigurato e condannato a tre anni di prigione.
A Thorkild basta poco per capire che la bella Mila ha molte verità nascoste che gli cela in modo scientifico.
Appena tentano di investirlo, quella che doveva essere una mera consulenza, un lavoro come un altro, si accorge che si sta rivelando un’indagine pericolosa contro un serial killer assestato di sangue.
Inizia così un duello all’ultimo sangue con un nemico astuto e con poche carte da giocare.
<<La stretta di mano di Lijana è rimasta la stessa dell’ultima volta. O forse sbaglio, la presa si è fatta un tantino più molle e il tocco della pelle è un poco più gelido: sembra di dare il buongiorno ad un cadavere nella cella frigorifera>>.
Il romanzo scorre dando anche spazio a riflessioni psicologiche.
Intervistato, Heine Bakkeid rivela:
<<Mi ha sempre affascinato il modo in cui gli uomini pensano di poter risolvere i propri problemi personali. Si è portati a credere che basti farsi forza, prendere tutto ciò che non funziona e cercare di aggiustarlo da soli, per poi voltare pagina. Nei thriller questo è un po’ lo stereotipo del protagonista, il lupo solitario con un passato doloroso>>.
Il classico noir nordico senza sole e speranza. Ma forse non è così se si pensa al titolo originale, “Portami in Paradiso”.
Buona lettura!
Tommaso Lo Russo




