L’agenzia matrimoniale, il nuovo noir psicologico di Massimo Tallone
Una premessa è d’obbligo. Se non siete in pace con voi stessi, oppure se non pensate di ricalibrare la vostra essenza attraverso il libro, non leggetelo.
La collana ‘Piemonte in Noir’, Edizioni del Capricorno, propone il nuovo romanzo di Massimo Tallone, “L’agenzia matrimoniale“.
L’appuntamento è stato giovedì 25 gennaio all’Auditorium Oratorio di San Filippo Neri, in via Maria Vittoria 5, a Torino. Sono 406 pagine intense, non solo da leggere, ma da vivere, centellinare, meditare e su cui riflettere.

Il Tallone de “L’agenzia matrimoniale” sembra un altro scrittore, diverso da “La ragazza del Bristol” o da “La tentazione di uccidere“.
Non è così. Chi vi scrive trova i sedimenti e le stratificazioni dei precedenti che, tuttavia, sono altra cosa.
Massimo Tallone, ancora una volta, distribuisce nuovi saperi in modo avvincente e coinvolgente e ti accorgi di non essere più lettore, ma via via sei diventato osservatore, studente, allievo e annoti, perché lo scrittore ha rimescolato le carte e riavvolto il filo di Arianna, il tuo e quello del romanzo, e ti interroghi se, in alcuni passi, non si stia proprio rivolgendosi a te oppure ad una persona che hai conosciuto.
Poi ti domandi se parlare di Trinità riferita a tre ragazzi non sia un po’ blasfemo, ma poi ti rispondi che, detto in quel suo modo, non lo è, ma tu lo avevi già pensato, e lo hai forse vissuto.
Ecco il brano:
Ci era apparsa subito chiara la differenza fra trio, che fa pensare a un gruppo musicale, e trinità, che evoca un consesso di fusione totale, di unità triplice, dove le singole identità scompaiono pur restando nitide, e il modello era arrivato, com’è ovvio, dalla religione praticata dalle nostre famiglie.
C’è inoltre la solita ricerca lessicale, in Tallone, un sistema di invenzioni verbali di cui, prima o poi, l’ho già detto, anche l’Accademia della Crusca dovrà tenere conto.
Però questo libro – non solo romanzo – è diverso dal precedente e, al tempo stesso, è un continuum e si passa dalle «risate arancioni» alla tragedia, alla perdita di una persona cara che è parte della Trinità.
Come non restare stupefatti e impressionati da alcuni suoi accostamenti come “silenziosa come un gomito”, riferito a una porta che si apre, o a “sentimento anfibio”? O dalla serratura che, stimolata dalla chiave, ha mandato suoni subacquei che sembravano borbottii della pancia, oppure la nota di alluminio, l’intelligenza opaca, fino al metodo ipotenusa oppure alle mele che erano già disinvolte.
Stai leggendo un noir, ma tu non ti sei accorto che Tallone forse ti stava insegnando i rudimenti della vita e della convivenza.
Rispetto agli altri romanzi non c’è solo psicologia, ma anche sociologia frammista all’avventura che sembra il contorno, ma essa stessa è portata principale.
Ci sono altre suggestioni che l’autore sviluppa, e dovrai tornare indietro per capirle appieno.
La trama
L’agenzia matrimoniale nasce per caso come espediente per fare soldi e coinvolge un trio (la Trinità) che si legherà ad altri personaggi che arrivano come per caso nella storia, che però, in tante verità a specchio, non riesci a vedere e riconoscere.
Un crescendo di suspence e di scoperte nuove, inimmaginabili, come il tradimento inaspettato e il rifiuto che fa male, che non capisci e non accetti.
Alla fine, arriva la soluzione dei tanti misteri, ma solo alle ultime pagine, con Tallone che prima ti dà un contentino e ti fa credere di aver capito tutto. Ma non è così, e ripartono le montagne russe.
Anche nella scelta dei nomi nulla è lasciato al caso, ma qui conviene smettere: Bisogna leggere, e basta.
Tommaso Lo Russo




