L’ultimo pinguino delle Langhe: tra ironia e mistero
Con “L’ultimo pinguino delle Langhe”, un romanzo di 276 pagine, edito da Rizzoli, Orso Tosco è risultato il vincitore del Premio Giorgio Scerbanenco 2024. La Giuria, presieduta dalla figlia del mitico giornalista e scrittore, Cecilia Scerbanenco, era composta, tra gli altri, da Valerio Calzolaio, Liborio Conca, Luca Crovi, Isabella Fava, Cecilia Lavopa, Sergio Pent, Alessandra Tedesco, Sebastiano Triulzi e John Vignola, che hanno votato a maggioranza per il pinguino di Tosco, motivando così il premio:
<< Per l’uso sapiente della lingua e la costruzione dettagliata dell’investigatore protagonista, inserito in uno scenario, quello delle Langhe, che rimanda a una consolidata tradizione letteraria italiana. L’autore riesce a esorcizzare le atmosfere cupe del suo racconto grazie a uno stile ironico e surreale che spiazza il lettore >>.
Lo scenario del romanzo
Le Langhe e in particolare, l’Alta Langa fino a quella cebana, tra Clavesana, Marsaglia, Mondovì, Dogliani, Cigliè, Rocca Cigliè, Murazzano e Paroldo.
L’amore di Orso Tosco per le Langhe si giustifica non solo per la suggestività del territorio, Patrimonio Unesco, ma anche perché lo scrittore è di casa nelle Langhe.
Per il commissario Gualtiero Bova, invece, si tratta di un trasferimento a Mondovì per punizione, mentre l’appellativo che si è guadagnato deriva dalla sua figura tracagnotta, non proprio slanciata che gli è avvalso tale nomignolo ma che con la sua passione per il nuoto tenta di contenere.
Bova, 45 anni, ne dimostra facilmente 10 di più, ma le sue intuizioni non sono da poco. Appassionato per il nuoto anche d’inverno deve indossare una specie di muta che lo trasforma in una sorta di “pinguino”.
Con una caratterizzazione dettagliata dei personaggi il romanzo risulta essere a tratti surreale e al tempo stesso riflessivo, divertente e ironico.

La trama del romanzo
Un ricco broker svizzero, durante la sua corsa mattutina intorno al castello di proprietà nelle Langhe, rinviene il cadavere denudato di una ragazza.
All’agghiacciante ritrovamento si abbina il segno distintivo di una svastica e un altro segno che l’assassino ha lasciato sul corpo della giovane donna: un nome.
Con l’aiuto della sua variegata e sgangherata squadra, nella cui composizione c’è una donna, Carla Telesca, che è quella che deve rimediare ai disastri dei suoi colleghi maschi, inizia le indagini.
Il Pinguino interroga per primo il broker Rufus Bloom, Rose Bellamy, sua bellissima compagna che intende sposare, gli ospiti che avevano avuto a cena il giorno prima ed altri personaggi ambigui.
In breve, riesce a risalire al nome della vittima: si tratta di Polly Levi, un’inglese che viveva in Italia da due anni su un furgone camperizzato mantenendosi con lavori saltuari.
Il commissario Gualtiero Bova si troverà ad indagare sul perché la donna sia stata segnata con un nome e soprattutto perché quello. C’è un passato che ritorna e si fonde e confonde con il presente? L’Alta Langa è stata teatro di lotte partigiane e forse c’è un legame che riaffiora e unisce il passato al presente?
Arrivare alla soluzione, fra personaggi ambigui e quasi sempre reticenti, sarà estremamente arduo., un noir ironico e surreale di Orso Tosco.
Tommaso Lo Russo




