Recensioni di libri

La camera azzurra, un giallo di Georges Simenon

Recentemente è andato in onda su Cielo “La camera azzurra”, un film che si ispira all’omonimo romanzo dello scrittore belga George Simenon.

Il titolo originale è La Chambre bleue, ed è una pellicola francese del 2014 diretta e interpretata da Mathieu Amalric (lo stesso regista di Venere in pelliccia). È stato presentato, nel 2015, nella selezione Un Certain Regard del Festival di Cannes, riscuotendo un buon successo.

I nomi dei personaggi del libro e del film non coincidono, ma cambiano. Sembra quasi siano due storie diverse. In effetti lo sono perché il romanzo scava maggiormente nell’animo dei personaggi mentre il film è più brutale e rozzo.

La trama, dal libro alla fiction

Nel film, l’immigrato italiano Tony è interpretato da Julien Gahyde. Si tratta di uomo sposato che ha allacciato una relazione sentimentale clandestina con una ex compagna di scuola.

Gli incontri adulterini con Esther (Andrée nel romanzo), anche lei sposata, spezzano la routine domestica dei due.

Lo scenario

La Bretagna è il luogo, dove in un albergo, gli amanti si ritrovano nella camera azzurra da cui prende il titolo sia il romanzo che il film.

I due amanti, la sensuale Andrée e il mite emigrante italiano Tony, vi s’incontrano da parecchi mesi e là vivono la loro appassionante storia d’amore. Tutto diventa più intricato e la vita di Julien cambia tragicamente quando, tornando a casa, scopre che la moglie è stata avvelenata.

Inoltre viene trovato ucciso anche il marito dell’amante.

Inevitabilmente: le prime indagini lo incolpano dei delitti. Il movente è l’adulterio abbinato al desiderio di liberarsi della presenza soffocante della moglie e del marito dell’amante.

Al processo Tony rievoca la relazione extra coniugale e il racconto che ne fa si rivela una prova d’accusa schiacciante che lo incolpa. I banali monosillabi scambiati tra i due amanti, dopo l’amore, saranno destinati a caricarsi di significati perversi e si trasformeranno per Tony in indizi e, successivamente, in prove schiaccianti dei due delitti.

Va malissimo e le fasi processuali lo stanno incamminando verso una condanna certa. Ci vorrebbe un miracolo che sveli un’altra pista dei delitti.

L’epilogo

Fra equivoci, finzioni e suspence, l’epilogo per i due amanti avrà un esito imprevedibile.

Il cast

La regia è di Mathieu Amalric che interpreta anche l’attore principale nel ruolo di Julien Gahyde. Delphine Gahyde è interpretata da Léa Drucker.

L’attrice Stéphanie Cléau dà il volto a Esther Despierre, l’altro personaggio femminile che ha un ruolo chiave nella vicenda. Le riprese si sono svolte in Francia, in particolare a La Flèche, piccolo paese nella regione della Loira.

La produzione è della Alfama Film in collaborazione con Arte France Cinema. Il romanzo è anche in audio libro con la voce, non entusiasmante, di Claudio Santamaria.

La camera azzurra: differenze tra libro e film

Un romanzo breve, crudo che colpisce per gli interpreti che non hanno molto in comune se non un folle amore e che parlano a monosillabi. Simenon non è solo Maigret e questo romanzo è l’ulteriore conferma di un grande scrittore a cui molti si sono ispirati e che ha appassionato moltissimi fans.

Scritto nel 1963, il romanzo di Simenon fotografa sapientemente e minuziosamente la vita degli anni ‘50 della provincia francese. Il libro presentata un’analisi profonda dei pensieri del protagonista che nel film viene a mancare.

Entrambe le narrazioni effettuano continui rimandi tra passato e presente, tra vita reale e gli interrogatori che dovrebbero svelare l’enigma. Nel film mutano i nomi dei personaggi principali: Tony è Julien; Andrée diventa Esther; Gisele è invece Delphine

In conclusione: un bel film a cui manca il tocco geniale di Georges Simenon.

Lucia Bosia

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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