Recensioni di libri

L’amicizia, il dolore e la verità in “Stai zitta”, il libro di Judy Brown

Stai zitta” un romanzo verità di 391 pagine, edito da Tiziana Elsa Prina delle Edizioni Le Assassine, con la traduzione di Paola De Camillis Thomas per la versione italiana di Hush.

Judy Brown, nome di fantasia Eishes Chayil, ha compiuto la sua formazione scolastica in una scuola chassidica e ne ha frequentato le loro sinagoghe e campi estivi.

In un racconto allucinante, scritto sotto pseudonimo per paura di ritorsioni contro di lei stessa e della sua famiglia, svela situazioni e verità insospettabili, ma sconvolgenti.

Stai zitta

Lo scenario del romanzo verità

Un quartiere di Brooklyng dove, nel sobborgo di Borough park, vive la comunità ebrea chassidica.

Un’altra dimensione, un luogo dove ci sono tante regole difficili da rispettare e da amare. Un mondo dove è arduo vivere anche accettando regole ancestrali.

Un universo nel quale sembra che i suoi abitanti dovrebbero vivere come in una comunità tutelata dall’esterno dove avvengono soperchierie, soprusi e violenze di ogni genere. Un posto tranquillo dove la routine di tutti i giorni non dovrebbe sconvolgere le vite dei più fragili. Forse.

Le regole un po’ ipocrite che vigono all’esterno, qua, in una comunità che dovrebbe essere protetta, sono calpestate più che altrove.

Le voci narranti del romanzo

Due sono le voci narranti; una di una sorta di ragazzina di nove anni che interpreta il ruolo della bambina e che appare un po’ infantile.

Quanto può essere grande un dolore?

Un tormento è sempre grande, ma se ti ci arrovelli continuamente diventa un dolore che non avrà mai fine e ti inciderà sempre più la pelle e la mente.

Forse è il ricordo, il rimorso che fa ancora più grande il dolore fino a quando non trovi il coraggio di confessarlo prima a te e poi agli altri.

Non lo lenirai, ma sarà più gestibile e compatibile.

Il procedimento di succubo

A forza di pensare intensamente a qualcosa e a qualcuno sortirà l’effetto di crearlo nella tua mente come se fosse reale. Un ologramma con cui parlare o, almeno, come ad una persona che ti sembra di vedere, che non risponde, ma ammicca soltanto.

Cos’è la comunità ebraica Chassidica?

È sostanzialmente una setta religiosa “ortodossa” dove il rigore è particolarmente significativo. È, in altre parole, un movimento religioso ebraico che tende al rinnovamento della fede.

La Brown, inizialmente decide di pubblicare il libro con lo pseudonimo di Eishes Chayil (Donna di Valore). È una scelta obbligata per proteggere se stessa e la sua famiglia da pressioni, minacce, ritorsioni, ostracismi che ci sono stati in modo pesante.

Alla fine, nonostante le pressioni ricevute, un anno dopo l’uscita del libro negli Usa, decide di non farsi più condizionare da parte della chiusa comunità chassidica di cui fa parte e rivela la sua identità, in un articolo per The Huffington Post.

Sebbene cambino i nomi dei personaggi, la storia si basa su un episodio realmente accaduto. Si può annoverare Judy Brown fra le grandi scrittrici anche se ha scritto un solo libro?

Certamente, un romanzo che sgorga dall’anima che descrive vessazioni, angherie e soprusi di una setta particolarmente bigotta.

Conclusioni

Uno dei più intensi romanzi che abbia letto negli ultimi anni. Bello, crudo, attento e coraggioso. Un reportage di violenze, ipocrisie e menzogne, scritto particolarmente bene, in cui le voci narranti ti portano alla conoscenza di un mondo di un’altra dimensione.

Il tempo nell’Aldilà scorre come sulla Terra? Forse no; è per questo che la seconda voce narrante cresce, mentre Devory, la bambina morta, rimane sempre all’età di nove anni. La seconda voce narrante è diventata una donna e madre di una bambina che chiamerà, come la sua amica del cuore. Un modo inusuale per pareggiare i conti e chiedere perdono per non aver parlato prima e non sovvertire regole ipocrite e idiote.

Stai zitta” è l’equivalente di “Non aprire quella porta” e quando ne avrai il coraggio tutto verrà fuori, anche l’inferno.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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