L’alleato, uno strano noir, bellissimo di Massimo Tallone.
Con l’ultimo romanzo di Massimo Tallone, L’alleato, edito da Capricorno Editore, penso di aver letto tutti i suoi romanzi. Per essere preciso, tutti meno uno. Ero partito dalla serie di Lola, una saga di noir frizzanti, veloci da leggere e divertenti. Su “Lola” mi sono sempre domandato perché Tallone non abbia escogitato il modo per proseguirla.
L’alleato, un romanzo educational di 251 pagine, uscito in abbinamento con La Stampa e in libreria, ma rinvenibile in biblioteca, al Liceo Govone di Alba, avendone io fatto omaggio alla scuola. Un noir che è quasi un saggio sulle complessità umane, intenso e coinvolgente.

I romanzi di Massimo Tallone non sono una saga, eccetto la serie di Lola e quella del Cardo. Tuttavia, come a scuola l’insegnante riprende spesso argomenti già trattati in precedenza, anche Tallone riprende e sviluppa temi a lui cari. Si tratta di riflessioni, ampliamenti, reminiscenze e regressioni in cui l’autore è maestro, senza mai essere ripetitivo, ma aggiungendo sfumature ad ogni riga, sorprendendoti in continuazione e tenendoti con il fiato sospeso.
Per me, dopo La tentazione di uccidere, questo noir, rappresenta un passo avanti nella tecnica del romanzo in cui è difficile districare il confine tra l’autore e il protagonista.
Lo scenario del romanzo
Ovviamente c’è Torino, ma anche Cernobbio, Firenze, Pitigliano, Lucca e Pienza, per arrivare a Montecarlo che non è quella del Principato di Monaco ma un borgo medioevale vicino Lucca, e andare a concludere la storia in Sardegna.
La giustificazione del romanzo
Stando all’autore stesso, questo è un romanzo strano, una sorta di “testamento letterario” che ha tutte le caratteristiche degli altri libri talloniani, ed è anche una radiografia di Wilhelm Conrad Röntgen sulla fragilità umana.
Quindi, stando alle parole di Tallone, questo dovrebbe essere l’ultimo romanzo, ma quando, casualmente, l’ho incontrato sul tram, partendo dalla Gran Madre, Tallone mi ha informato di avere grandi effervescenti progetti: altri libri, altri saggi, altre presentazioni, spero, anche in una nuova conferenza con me.
L’autore rivela nella prefazione che per un dramma suo personale non ha potuto onorare l’impegno della consegna del romanzo concordato: al suo posto consegna la cronaca della catastrofe che gli ha cambiato la vita.
La trama de “L’alleato”
Tutto ruota attorno all’alleato (ma non conviene definirlo, qui) e a un magnifico scarabeo, riportato anche in copertina.
La storia inizia con un convegno fra scrittori di noir, dove l’autore incontra quella che era stata la sua amante di una notte, Miranda.
Da questo incontro, per lui casuale, ma non per Miranda, si dipana tutta la storia, anzi le storie, perché sono molteplici, variegate e poliedriche in cui l’autore ti accompagna e che tengono la suspense tesa fino allo spasimo. Poi rivolge una domanda anche a se stesso, sapendo che forse non risponderà, e ti sfida a replicare.
In questo gioco preparatorio alla domanda, Tallone cita Düremmatt, reo di aver ucciso il genere giallo. Devi aver ucciso qualcosa o qualcuno per scrivere noir e, soprattutto grandi noir?
Come recensore e lettore dico a te, Massimo Tallone: ti senti colpevole di aver ucciso Lola?
Tommaso Lo Russo




