Antica Madre – Di Valerio Massimo Manfredi
A volte si scrive che il romanzo è ispirato ad una storia vera. In questo caso, di storico, di riferimento alla realtà, c’è solo un scampolo di notizie riportate nei Naturales Quaestiones di Seneca.
Il resto è pura invenzione di un grande scrittore, grande affabulatore, ottimo archeologo e gran parte del romanzo è pura fantasia.
Lo scenario è la Numidia del 62 d.C. e la ricerca delle sorgenti del Nilo da parte di un manipolo di centurioni inviati alla scoperta delle sorgenti dall’incendiario Nerone. Il romanzo non tralascia uno spaccato dell’età neroniana percorsa da lacerazioni cruciali, intrighi e golpe in progettazione.
In Antica Madre, Valerio Massimo Manfredi ci offre una affresco di un’epoca inquieta e turbolenta.
Nel libro Varea è l’amazzone dagli occhi verdi che ama il centurone Furio Voreno e ne è corrisposta, ma il loro è un amore impossibile che non potrà mai esprimersi in modo fisicamente completo perchè il Fato lo impedisce.

La motivazione è un impegno che affonda nel passato della guerra di Troia ed è ancora intatto e da onorare.
Varea, vale a dire la solitaria, spiegherà al suo centurione il segreto che la spinge a non poter avere contatti carnali con lui.
Siamo abituati a pensare al mondo greco romano come ambientato esclusivamente nel mediterraneo eppure Nerone finanziò una spedizione che, attraversando l’Egitto, la Nubia ( gran parte dell’attuale Sudan) alla fine arrivò, passando da cateratta in cateratta, fino alla cascata del Murchison che precipita nel lago Vittoria.
Tommaso Lo Russo
