Recensioni di libri

Dalia nera, un avvincente cold neo noir di James Ellroy

Come promesso nel precedente articolo, a voi la recensione del famoso romanzo di James Ellroy, la dalia nera.

La dalia è un fiore, un genere di pianta originaria del Messico, di cui il tubero viene considerato commestibile. Il nome Dalia è un omaggio al botanico svedese Anders Dahl che fu allievo di Linneo.

Il noir

Il romanzo è tratto da un fatto di cronaca realmente accaduto, nel 1947, a Los Angeles: l’omicidio della Dalia Nera (una donna che vestiva sempre di nero). La donna sarebbe giunta a Los Angeles alla ricerca della fama ma, alla fine, avrebbe trovato solo la morte, schiacciata dal mondo, opprimente e crudele, dello show business.

Il caso è ancora irrisolto e si disse che ci furono molte lacune della polizia nello svolgimento delle indagini. Un romanzo di ottima fattura che scorre veloce, con tutti gli ingredienti della suspense. Forse, come avviene, in alcuni gialli, il finale è un po’ troppo sbrigativo.

La trama, tra realtà e finzione

Se fosse stata opera di pura fantasia sarebbe stato meglio, ma la cronaca fornì quasi tutto il materiale per il romanzo che James Ellroy rielabora con sapienza e coinvolgimento del lettore.

Elizabeth Short è una ragazza di provincia con un sogno: entrare ad Hollywood, nel mondo del cinema. Come capita a molte starlet ventenni rimane ammaliata dalle luci ingannevoli del successo e pur di entrare in quel mondo “fatato” Elizabeth comincia a frequentare locali, persone e set equivoci, squallidi e sordidi

Senza vita viene trovata in un terreno incolto alla periferia della città. Il ritrovamento è agghiacciante è il suo corpo viene rinvenuto in uno stato di devastazione orripilante. Mai le forze dell’ordine avevano visto uno scempio simile. Nemmeno per una città come Los Angeles abituata a tutto.

Lo scenario

Una Los Angeles degli anni quaranta, una L.A. corrotta, perversa che fa da sfondo ad un omicidio crudele e brutale. James Ellroy descrive in dettaglio palazzi giganteschi, periferie squallide e ambienti ovattati della società cittadina di Los Angeles

Nel fare questo non tralascia di descrivere la voragine di degrado, criminalità e atmosfera cupa che impregna la città.

Utilizza una caratterizzazione dei personaggi che fa emergere le personalità particolari dei due detective e degli altri personaggi, dove tutti hanno qualcosa da farsi perdonare. Tutti.

Il linguaggio dello scrittore è spesso secco e brutale. Ellroy, in una sorta di procedimento di succubo, vuole far partecipare il lettore in prima persona. Non smette di ricordargli che si tratta di un vero e proprio delitto, con tanto di corpo mutilato e di spargimento di sangue.

Lo scrittore definisce l’assassinata come una ragazza solare, allegra ma al tempo stesso imprudente. Oltre ad essere un’aspirante attrice, svolge anche il dubbio mestiere di prostituta a tempo perso. Si tratta di una delle tante vittime consenzienti dello show business e, soprattutto, di se stessa.

Le indagini

Vengono incaricati delle indagini due giovani poliziotti, Lee Blanchard e Dwight Bleichert. Amici per la pelle, entrambi con un recente passato nel pugilato.
Giovani, belli, atletici e famosi sono utilizzati dalla polizia come “testimonial”. È un modo conveniente di attrarre consenso verso le forze di polizia che non sempre godono di buona fama.

La loro è vera amicizia, nemmeno è particolarmente intaccata dal fatto che amino la stessa donna, Kay.

Gli omicidi

Non muore ammazzata solo la donna, ma anche uno dei due poliziotti viene ucciso e di delitti da risolvere quindi ce ne saranno due. Sesso, lesbiche e prostituzione, nella trama non manca nulla, ma soprattutto quello che angoscia è un ambiente particolarmente degradato.

In un crescendo di colpi di scena, quello che all’inizio sembra il colpevole, viene scagionato. Aver visionato un film pornografico in cui erano presenti sia lei che la sua amica Lorna, porta a conclusioni subito smentite. La verità è un’altra.

Infine, Dalia nera diventa un film nel 2006, The Black Dahlia con il regista Brian De Palma del 2006 con Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Hilary Swank, Mia Kirshner.

Ovviamente meno appassionante del romanzo.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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