Recensioni di libri

La casa delle voci – Di Donato Carrisi

Pubblicato da Longanesi nel 2019, “La casa delle voci” figura oggi tra i primi libri della classifica “Thriller psicologici” di Amazon.it.

È il primo dei due romanzi di Donato Carrisi ad avere come protagonista Pietro Gerber, “il miglior ipnotista di Firenze”. Questo personaggio, infatti, comparirà, successivamente, ne “La casa senza ricordi”, che Sfumature di Giallo ha avuto modo di recensire da poco.

La trama

A Firenze, Gerber è conosciuto come “l’addormentatore di bambini” per la sua capacità di risvegliare, attraverso l’ipnosi, i ricordi dei suoi giovani pazienti.

Una telefonata da una sua collega, la psicologa ed ipnotista australiana Teresa Walker, lo porterà, tuttavia, ad occuparsi di una persona adulta: Hanna Hall. La donna è tormentata da un ricordo d’infanzia nel quale sembra essere l’autrice di un omicidio e solo le tecniche d’ipnosi utilizzate da Gerber appaiono in grado di svelare la verità.

Tra i ricordi della Hall vi sono quelli di una casa e di una famiglia felice che non sembrano appartenere alla dimensione reale.

Inquietudine…

Come già scritto in precedenza, “La casa delle voci” è un romanzo pervaso da una profonda sensazione di inquietudine.

Vi sono gli elementi di un grande thriller, in grado di tenere il lettore con il fiato sospeso, ed i personaggi risultano, inizialmente, ben equilibrati. Non sempre, tuttavia, questi ingredienti di partenza sono giustamente dosati dall’autore.

…ma anche tanto facile sensazionalismo

Il problema nasce dalle situazioni che il libro propone in molti casi, configurate più per la fiction cinematografica e televisiva che per la narrativa scritta.

La trama, inizialmente, promette bene e sembra avere la possibilità di essere molto di più, ma l’occasione risulta sprecata. Facile è, infatti, il sensazionalismo che la rende ovvia e deludente nonostante le buone intenzioni di Carrisi.

Il finale, ad esempio, nonostante l’ottimo colpo di scena, risulta debole e, da un certo punto di vista, persino astratto, portando chi legge ad innamorarsi di un’idea, quella che “La casa delle voci” sia per davvero il libro che non è.

Un libro buono per dormire

Al termine dell’esperienza di lettura, i fruitori del libro risultano a loro volta ipnotizzati, ma, diciamolo, soprattutto dalla noia.

“La casa delle voci” diventerà sicuramente, un giorno, un ottimo film o, persino, una stupefacente serie televisiva, ma va ricordato anche per la sua capacità di far saltare le pagine e, addirittura, interi capitoli, pur di arrivare al fondo il più velocemente possibile ed andare a dormire.

Non il Carrisi migliore, quindi, ma nemmeno il peggiore, se si tiene conto del seguito.

Il noto scrittore, drammaturgo e sceneggiatore può fare sicuramente di meglio ed ha saputo realizzare, in passato, opere di livello molto più alto, tra le quali ricordiamo soprattutto i thriller “Il suggeritore” e “La ragazza nella nebbia”, vincitori, rispettivamente, del Premio Bancarella nel 2009 e del David di Donatello nel 2018.

Marco Asteggiano

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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