Il vizio del lupo, un cosy crime introspettivo di Gianluca Gualducci
Di primo acchito, le primissime pagine de “Il vizio del lupo” sembrano connotate da una scrittura vacillante: non è così.
Ragionandoci, ti accorgi che è la sensazione che vuole rendere l’autore al lettore. Infatti, come può sentirsi una persona quando un fatto inspiegabile e inaspettato arriva a sconvolgerle la vita, come lo è un’accusa di omicidio?
Il libro riprende spedito e, in modo piacevole, attraverso la voce narrante ti trascina e porta a fare nuove scoperte e considerazioni: una sorta di decalogo che tu, lettore, non hai mai provato a mettere in fila. Qui sono snocciolate una per una e ti accorgi, in modo nemmeno sorprendente, come siano e ti chiedi perché non ci abbia già pensato tu.
Un romanzo di 387 pagine, edito da Giallo Mondadori con una bella illustrazione di Victor Cavazzoni che te lo farà tenere fra i libri da conservare e un finale esilarante.

Lo scenario del romanzo
La storia si svolge in Emilia, a Bologna, città degli asinelli e dei suoi portici Patrimonio Unesco e nel suo Hinterland fino a toccare la Romagna che sembra quasi un’altra regione.
Il Giallo
Il romanzo di esordio di Gianluca Gualducci ti fa dire che Giallo Mondadori ha colto nuovamente nel segno e, per l’autore, è particolarmente buona la prima. Sarà poi il tempo a dire se la verve di scrittore non si esaurirà nel primo romanzo, ma intanto godetevi questo bel libro.
La trama de “Il vizio del lupo”
Un corpo viene rinvenuto in una zona di periferia. Sembra si tratti di un delitto a sfondo satanico, esoterico. La scritta in latino rinvenuta a fianco del cadavere è di Gianluca Mannari, detto Lupo, scritta che qualcuno ha ricopiato per firmare il delitto.
Viene portato in questura e messo sotto torchio per un fatto di cui non sa nulla, assolutamente.
Lupo è una sorta di flâneur alla Charles Baudelaire che si gode la vita. Un lavoro ce l’ha e anche buono ma niente figli e moglie. Non vuole fastidi anche se qualche volta se ne pente.
<<Uno vorrebbe la botte piena e la moglie ubriaca>>.
È un impenitente gaudente che affronta la vita a modo suo:
<< Nina, ascoltami: questo è l’unico modo che conosco per vivere, prendere il gioco con estrema serietà e trattare le questioni serie con estrema leggerezza>>.
La risposta della ragazza:
<< Attenta Hollywood, abbiamo un candidato all’ Oscar qui: par quasi tu ci creda davvero>>.
Il romanzo scorre veloce, arrivato a pagina 110, però, decido di rallentare. Ci sono troppe perle di saggezza da centellinare.
Nel frattempo le indagini vanno avanti, seppur a rilento, Lupo decide di fare due cose in contemporanea. La prima è di inventarsi investigatore e l’altra di fare la corte alla sua ispettrice di polizia senza dimenticarne un’altra che conosce nel corso delle stesse indagini Da entrambe rimane affascinato.
Ci sono anche due problemi: trovare chi ha utilizzato la sua scritta e perché ha voluto coinvolgerlo.
Fra tradimenti e pentimenti il romanzo va avanti. Il caso sarà risolto e Lupo, con il suo vizio di non decidere mai, sarà costretto a scegliere, forse.
<< Guarda che puoi chiedermelo, Nina>>.
<<Cosa dovrei chiedere, di grazia?>>.
<< Perché tento di farti arrabbiare. Senza riuscirci…>>
In merito all’autore, Gianluca Gaulducci, ci auguriamo di leggere un suo prossimo romanzo e vederlo partecipare a Rosa in Giallo e Noir di Bossolasco.
Tommaso Lo Russo




