Recensioni di libri

“Green stone. Nero Libia”, un thriller di cronaca di Fabrizio Borgio

Lo scrittore lascia da parte, temporaneamente, le indagini dell’investigatore Giorgio Martinengo e i luoghi Langhe, Roero e Monferrato dei paesaggi Unesco e si lancia, con professionalità e arguzia, in un altro genere e dimensione, sia di spazio che di tempo: la Libia.

Un groviglio infernale, descritto nella collana “Segretissimo”, edito da Mondadori, Green stone. Nero Libia è un racconto di 188 pagine che si legge quasi in un soffio.

Un romanzo avvincente, in cui sembra realmente di essere in Libia, condotto per mano, guidato in un territorio esplosivo dove nulla è come sembra. Un luogo dove quello che accade oggi non è quello di ieri né quello di domani. Un territorio smisurato che ne fa la quarta nazione più grande del continente Africano.

Un territorio dove affari, intrighi, storie appassionate, bombe e pallottole ti sfiorano – quando va bene – ad ogni passo.

Lo scenario del romanzo

La Libia, da Zuwarah a Tripoli, da Misurata a Medina per scendere all’interno, a sud fino Yafran a Murzuq e a Al Kufrah per finire a Malta che è, sostanzialmente, appendice del paese africano e con rapporti particolarmente intensi e intrecciati nel romanzo stesso, così come anche nella vita reale, con un sottile discrimine fra realtà e fiction fino a non sapere più dove finisca una e cominci l’altra.
Una storia di clandestini, di barconi e traffico di migranti, ma anche di petrolio e sanzioni che vengono aggirate e quasi mai rispettate.

Green Stone, un eroe dal Piemonte

Non è una storia di sesso, anche se Green Stone, Alias Leone Nosenzo, il nostro eroe piemontese, in un paio di occasioni si lascia irretire da donne che, in parte, lo raggirano e su certi profili ne sanno più di lui.

Lui, maresciallo del 4° Reggimento alpini paracadutisti, inviato dall’AISE, eroe senza paura, sa bene che indurre a collaborare un soggetto della Wagner sarà impresa particolarmente ardua.

La trama del romanzo

Green stone. Nero Libia è una storia di attentati, depistaggi, falsità, interrogatori e torture, la presenza della Wagner e dei rapporti contorti e distorti che hanno con il mondo in funzione della loro qualità di mercenari.

Di tradimenti, di uomini e donne che con la lealtà non hanno nulla da spartire e sul passaggio ad una e all’altra fazione non ci pensano mai due volte.

Una storia che non è di parità, perché nel romanzo, e forse nella vita reale di queste zone, le donne comandano come e più degli uomini.

C’è pure un rapporto osmotico con i cugini francesi che si espande e rinsalda, a tratti e a corrente alternata; spesso, amici fraterni e altre volte come cani e gatti.

Lo scrittore denota una conoscenza della Libia approfondita che non può essere solo costruita a tavolino e una competenza di sigle e rapporti che vigono in Libia, rapporti ambigui, ma al tempo stesso fluidi.

Per quanto riguarda chi scrive, la Libia la conosce un po’ e ci sarebbe dovuto andare per via degli scambi commerciali che il padre intesseva con alcuni connazionali che là vi vivevano.

A biglietto quasi pronto, i nostri amici connazionali tornarono, anzi scapparono, dalla Libia come molti altri per ricominciare tutto da zero in Italia.

Sarà anche per questo che il romanzo avventuroso e documentale di Fabrizio Borgio mi ha intrigato e coinvolto in quello che era un viaggio che non ho mai fatto ma che, con le descrizioni di Fabrizio Borgio e il suo Segretissimo ho, in parte, realizzato.

Buona lettura.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

Stiamo lavorando per migliorare la vostra esperienza online.