Il relitto ritrovato. Il mistero della nave HMS Erebus

Le navi affondate, nel 1845,  sono le gemelle Erebus e Terror  e, forse, uno dei grandi misteri della storia dell’esplorazione, almeno in parte, sta per essere risolto.

Infatti, ricercatori canadesi hanno rinvenuto nell’Artico canadese il relitto di una delle due navi di Sir John Franklin, l’esploratore britannico che era alla ricerca del passaggio a nord-ovest;vale a dire la rotta che va dall’Oceano Atlantico al Pacifico, attraverso l’arcipelago artico del Canada, in una delle migliaia di isole presenti nell’Artico canadese.

Il caso è sempre in agguato e, talvolta, le scoperte si fanno così: una barchetta di nome Investigator mentre  esegue rilevamenti acustici rinviene, adagiata sul fondale, una forma scura, solida e sconosciuta che  ha la poppa sfondata.

Le travi del ponte sono scoperte e tutte rivestite da una coltre di vegetazione acquatica e vengono indivuate due eliche, otto ancore e un segmento del timone. Non è una nave qualunque, è quella scomparsa, insieme al suo equipaggio, centosessantotto anni prima. Una nave che ha avuto una delle più straordinarie avventure dell’intera storia navale britannica: è la HMS Erebus oppure la gemella Terror?

Le cronache ci riportano che Il comandante Franklin e i suoi 128 membri dell’equipaggio erano partiti nel 1845 con le due navi Erebus e Terror, ma appena raggiunsero il Mare di Baffin non si ebbero più notizie. Inutili le spedizioni di ricerca, che contribuirono alla conoscenza delle regioni artiche.

Nove anni dopo, nel 1854 furono raccolti i primi resti della spedizione inglese presso le foci del Big Fish River e altri resti, compreso il diario di bordo di Franklin, furono ritrovati nel 1858 sull’Isola di Re William. Poi più nulla.

Grazie ad attrezzature tecnologiche all’avanguardia il relitto, è stato rinvenuto il 7 settembre, ma secondo il chiacchierato premier canadese Stephen Harper non è ancora chiaro a quale delle due navi appartenga, ma è molto ben conservato.

 Michael Palin, l’attore di “Un pesce di nome Wanda”  ci scrive un romanzo presentato al Salone del Libro che si è tenuto online, per via del Covid e così è il terzo scrittore che si occupa del caso.

Con “Il mistero dell’Erebus”, Palin cambia genere e gli viene pure bene

La HMS Erebus già utilizzata, con successo, per una spedizione in Antartide dal 1837 al 1840,  assieme alla sorella Terror,presto  si guadagnò la fama di essere la nave più resistente al ghiaccio di tutta la Marina britannica. Questo fu il motivo della scelta per la grandiosa impresa marinara della conquista del Passaggio a Nord-ovest.

Agli ordini dell’Ammiragliato britannico, a maggio del 1845, il capitano Sir John Franklin, celebre esploratore e ufficiale della Royal Navy, salì a bordo di una nave ottimamente equipaggiata per una spedizione della durata di tre anni: motori a vapore e ponti furono rinforzati, abbondante cibo ammassato nella stiva con, a bordo,  strumenti avanzatissimi per studiare il magnetismo, la geologia, la botanica e la zoologia e addirittura una macchina fotografica per dagherrotipi. L’impresa  fu organizzata con la massima cura e alle dieci e trenta del mattino del 19 maggio l’Erebus e la Terror levarono le ancore e finalmente la spedizione di Franklin fece rotta verso il Passaggio a Nord-ovest. Si ipotizzò un grande successo, ma fu l’inizio di uno dei peggiori disastri nella storia delle esplorazioni artiche.

Nel romanzo, Il mistero dell’Erebus“, Michael Palin non dimentica di fornire dettagli storici e un resoconto dettagliato sul percorso dell’Erebus che assieme alla Terror vennero inghiottite dal mare. Il libro è illustrato sapientemente con mappe, fotografie, dipinti e incisioni e ne viene fuori un avvincente racconto di una spedizione tragica, ma indimenticabile.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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