La scomparsa di Kim Jong-un avvolta nel mistero dell’altra dimensione

L’altra dimensione è la Corea del Nord, il Buco nero dove le foto non si possono fare, tutto è imprevedibile e dove le notizie, se circolano, non sono mai attendibili, ma confuse e contraddittorie.

Non stupisce quindi che il mistero intorno alle sorti di Kim Jong, il dittatore e conducator della Corea del Nord siano scarse e quelle che circolano sono contradittorie.

Il dittatore, infatti, non fa più avere sue notizie da giorni e, senza apparizioni ufficiali, tutto desta forti sospetti. Secondo alcune fonti sarebbe morto dopo un intervento cardiaco per altre, però, in queste ultime ore hanno dichiarato: «Non è morto, ha solo lasciato il palazzo presidenziale».

I dubbi della stampa

Per alcune testate asiatiche, Kim Jong-Un  sarebbe morto a seguito di un intervento cardiaco. La rivista scandalistica TMZ  ha titolato “Il Dittatore Kim Jong-Un è morto”.

Altre fonti sostengono che la Cina abbia inviato anche un team di medici esperti per tentare di curare in extremis il dittatore della Corea del sud. Una giornalista di Hong Kong  ha scritto sul suo profilo Weibo da 15 milioni di followers che l’intervento per salvare Jong-Un è andato male e si troverebbe in stato vegetativo.

 Gli oltre 130 kilogrammi del dittatore e le notizie, in passato, della sua salute malferma alimentano i tanti sospetti sulla sua sorte.

Una scomparsa sempre più misteriosa

Il fatto che il dittatore non si faccia vedere in pubblico da più di 10 giorni e che manchino anche nuovi messaggi video sono i tanti indizi che costituiscono quasi una prova.

I media si sono insospettiti quando Kim ha disertato un lancio missilistico il 14 Aprile e non ha presieduto, neanche a distanza, alle celebrazioni per la Giornata del Sole, alla festa nazionale, il 15 Aprile.

Altri giorni senza foto o scritti sul quotidiano di regime Rodong Sinmun aumentano i sospetti. Un altro giorno di forsennate speculazioni: che fine ha fatto Kim Jong-un? È morto? Che ne sarà della Corea del Nord e del suo arsenale nucleare?

Gli esperti non si sbilanciano perché tutto quello che avviene nel buco nero informativo di Pyongyang e mistero e giallo difficile da risolvere. Cina, Corea del Sud e Donald Trump smentiscono e le loro smentite aumentano i dubbi.

Da ultimo, la corsa ai supermercati da parte della borghesia benestante di Pyongyang rafforza i dubbi, ma di certezze non ce ne sono. Per altri, la corsa all’accaparramento sono dovuti alla decisione delle autorità di sospendere le importazioni “non essenziali” come misura di prevenzione contro il coronavirus e non alla sorte di Kim. Per altro, 20 giorni di assenza fanno crescere i sospetti.

Intanto la sorella, Kim Yo Jong, a scanso di equivoci, scalda i muscoli. Se poi il dittatore ricomparirà, come avvenuto nel 2014, i suoi preparativi serviranno per un’altra volta e al peggio non c’è mai limite!!

Notizie dal fronte

A parte questo, venerdì né a Pyongyang né a Dandong, prima città cinese oltre il confine, si notavano misure di sicurezza rafforzate.

Di fronte a una crisi la priorità della Cina sarebbe evitare un esodo di massa dei cittadini nordcoreani verso il suo territorio. Gli stessi movimenti del presidente Xi Jin ping, che nei giorni scorsi è stato a lungo in viaggio lontano da Pechino, non sembrano testimoniare allarme.

Episodi “inusuali” però ce ne sono stati, e anche molti considerata l’ossessione nordcoreana per le ritualità.

Celebrazioni mancate

Secondo la fonte anonima citata nell’articolo del Daily NK, l’operazione di Kim si sarebbe svolta domenica 12 aprile in un resort presso il Monte Myohyang. In effetti, l’ultima uscita pubblica del dittatore risale al giorno precedente, quando ha presieduto una riunione del Partito dei lavoratori e assistito a delle esercitazioni militari. Poi più nulla, solo assenze sospette.

Kim non c’era martedì 14, durante uno dei suoi amati test missilistici. E soprattutto non c’era mercoledì 15 per una delle ricorrenze nazionali più importanti, il Giorno del sole, compleanno di suo nonno Kim Il-sung, semidivino fondatore della Repubblica popolare democratica.

Secondo il giornalista Chad O’Carroll, grande esperto di Corea del Nord,

“sembra che Kim abbia avuto un problema fisico di gravità tale da consigliare di fargli saltare delle apparizioni chiave”.

E del resto gli acciacchi fisici non sono una novità per il 36enne, grande fumatore, grande bevitore e grande obeso con i suoi 135 chilogrammi, di cui ha mostrato tutto il peso caracollando affannato nei summit ufficiali con Moon e Trump. Già nel 2014 Kim era scomparso per sei settimane, salvo poi ricomparire con un bastone da passeggio, allora si ipotizzò la gotta.

Insomma, è possibile che il dittatore sia stato male, al momento però ogni ipotesi sulle sue condizioni resta pura speculazione.

Conclusioni

Una cosa sola è sicura: ogni ora che passa, le voci aumentano. Sul web cinese si parla di un team medico inviato da Pechino per soccorrere Kim, ma arrivato undici minuti troppo tardi.

Secondo i siti che tracciano il traffico aereo, un velivolo ha effettivamente percorso la tratta Pechino-Pyongyang il 12 aprile, ma non è l’unico in quei giorni.

Oggi il ministro della Difesa sudcoreano ha parlato di un “aumento insolito” delle attività militari nel Nord, ma è probabile si riferisse ai recenti e ripetuti test missilistici.

Il sito NK News riferisce poi di prove per una parata militare in corso a Pyongyang, ma le celebrazioni sono frequenti in Corea del Nord, non si tratta per forza di un corteo funerario.

Attribuzione Immagine: Kremlin.ru sotto licenza Creative Commons 4.0

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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