Recensioni di libri

Come piante tra i sassi, un noir di Mariolina Venezia

Francamente, ho visto prima la fiction che non mi ha intrigato molto. Per caso, sono approdato al romanzo della collana Le investigatrici, “Come piante tra i sassi”, allegato al settimanale “Oggi” e ne sono rimasto entusiasta.

Quindi, con il filtro della lettura del romanzo, la prossima volta che ricapita la serie, farò più attenzione. Tuttavia, siamo convinti che la fiction non può, quasi mai, eguagliare il romanzo.

Un libro semplice, a tratti riflessivo e psicologico delle persone che incontra Immacolata (Imma) Tataranni, sostituto procuratore di Matera.

Gnóthi sé autón” è il motto socratico “conosci te stesso”, ma nel caso di Imma Tataranni, lei conosce sia se stessa che gli altri verso i quali ha un giudizio un po’ salace.

Lo scenario del romanzo

È l’incantevole Matera con suoi Sassi che l’hanno portata a diventare Città della Cultura 2023. Niente di più azzeccato, ma anche altre zone della Basilicata, dal Vulture al Pollino, alla valle del Bradano, del Melandro Platano, al Sinni.

Il personaggio principale

<<Imma, con la sua faccia di luna piena e i capelli che, a seconda delle settimane, virano dal rosso mogano al fiamma, o peggio ancora carota, con la ricrescita sempre in agguato, gli improbabili tailleurini che le ha cucito la madre e le scarpe coi tacchi che con l’andar del tempo diventano sempre più alti, è la protagonista principale del noir>>.

La ritrattista, a volte, un po’ feroce delle piccolezze di uno spaccato di vita quotidiana.

Il libro

Come piante tra i sassi è un romanzo divertente, arguto che ti spinge ad andare a leggerne altri della scrittrice o a rivedere la fiction. Una storia poliziesca insolita, che del genere letterario prende in prestito l’intreccio narrativo, ma con ambizioni più vaste di riflessione umana e sociale.

Imma giudica ma non vuole essere giudicata e trova anche il tempo di innamorarsi di un giovanotto che potrebbe essere quasi suo figlio.

L’indagine

Una telefonata le fa presagire altre seccature. Lei pensa alla figlia che ne trova sempre una per farla dannare, ma non è così. La telefonata ricevuta la informa della morte di un ragazzo, tra l’altro compagno di scuola della figlia.

Un delitto strano avvenuto in aperta campagna.

<<Il ragazzo stava steso sull’erba, in mezzo alle canne lungo il vialetto sterrato che dalla statale 106 portava a casa sua>>.

Quando muore un ragazzo assassinato, coetaneo di tua figlia, la prima domanda che sorge spontanea è se conosci tua figlia e, in questo caso, il sostituto procuratore smette, per un momento, di pensare all’omicidio e inizia a rimuginare sul suo rapporto con la figlia e comincia ad essere in affanno e a ripensare al suo rapporto genitore-figlia. Un tormento.

Indagando sul delitto scopre tante persone, giovani e meno giovani, con tanti segreti e cose che fanno fatica a rivelare. Nell’indagare sul delitto viene alla luce anche una vicenda di rifiuti tossici e di mafia. Una storia che si ingarbuglia sempre più fino ad arrivare all’epilogo finale.

Un giallo che è un pretesto per raccontare la vita di un mezzogiorno italiano tutto ancora da scoprire e indagare.

In prima di copertina una splendida immagine di Matera. La Procura di Matera non è dove viene descritta nel romanzo e molti riferimenti sono frutto di pura fantasia, ma può essere l’occasione per andare a visitarla e vedere quanto ha cambiato, rispetto alla realtà, Mariolina Venezia.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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