Una giornata di nebbia a Milano – Di Enrico Vanzina
Recentemente è uscito in libreria il secondo giallo di Enrico Vanzina.
Mentre il precedente, ambientato a Roma, era autobiografico, questo, dice l’autore, è solo dedicato a Milano in cui ha vissuto per molto tempo e non riporta niente di personale, forse!
<<Un giallo che tende al grigio delle giornate uggiose milanesi. Voglio provare a raccontare le ragioni di questo romanzo. Le mie ragioni, forse, contano poco per chi legge, ma sono importanti per chi scrive>>.
Questa dichiarazione di intenti è antitetica a quella di un grande autore di cui abbiamo trattato recentemente su queste pagine:<<se vuoi scrivere devi essere morto…>>: Vale a dire devi, in un certo senso, estraniarti da quello che stai per raccontare.
Tutto questo non capita a Vanzina che scrive più per se stesso che per il lettore, sempre con continui colti rimandi letterari e cinefili.
Spesso, a torto, si è detto che i gialli sono ambientati bene a Londra, sul Tamigi e sulla Senna con Parigi da sfondo e, soprattutto, a New York con l’Hudson che è sempre lì incombente.
Un incipit duro da sfatare, ma non corrispondente al vero.
La magia del Po, come degli altri fiumi italiani e delle loro città, possono essere, a pieno titolo, scenari di grandi gialli così come il mare e la nebbia che non è più quella di una volta che tutto confonde e copre.

La trama
Luca Restelli sta andando alla redazione del giornale per cui lavora.
Non ha ancora quarant’anni, ma i suoi gusti sono un po’ demodé come la nebbia di quella mattina. Vive e si crogiola di riferimenti letterari e cinematografici, tra insicurezze e un po’ di puzza sotto il naso per il mondo superficiale e arrivista che lo circonda.
La notizia arriva improvvisa. C’è stato un omicidio in corso Vercelli dove un uomo è stato ucciso nella nebbia con tre colpi di pistola. È fortemente indiziata una donna che è stata arrestata.
Alla redazione nessuno sembra volersene occupare e quindi si fa avanti Luca Restelli perché la cronaca nera lo ha sempre appassionato e il gossip pure.
Rimane sconcertato quando scopre che l’assassinato è suo padre: Giovanni Restelli.
Si improvvisa detective e per farlo, parallelamente alle forze dell’ordine, chiamerà a supporto Giorgio Finnekens, un geniale scrittore che passa la vita tra libri, fidanzate e qualche bicchiere di troppo e nel cui alias si cela lo scrittore di noir Andrea G. Pinketts .
Fra rimandi a James Joyce e altri ancora, senza dimenticare Michelangelo Antonioni, il libro scorre, ma non appassiona del tutto.
Il Vanzina che preferiamo è quello di Piedone lo sbirro, impersonato da Bud Spencer e altri del suo variegato filone di sceneggiatore.
Il romanzo non è male ma rimane soprattutto un corso di letteratura e meno giallo di quanto ci saremmo aspettati.
La soluzione del caso avverrà dopo averne risolto un altro, come in un cruciverba, all’interno dell’opera.
Ci resta anche una descrizione di una Milano suggestiva.
Lucia Bosia

