Attualità

Non è un giallo. Il mistero dell’evoluzione del linguaggio e dei comportamenti. Le Dark Kitchen

Fenomeno in crescita all’estero e destinato ad attecchire, con fatica, anche in Italia.

Ci sono termini, parole, modi di dire che prima quasi nessuno conosce e poi entrano a far parte del linguaggio comune e cambiano il modo di interagire. In altre parole, la socialità.

Le Dark kitchen è uno di questi e la sua traduzione letteraria, cucina nera, non vuol dire che stiamo parlando di un noir, ma di gastronomia.

Un’ espressione strana che va spiegata e che prima o poi entrerà nella gergalità comune e nei modi di vivere.

Vuol dire che un gruppo di ristoratori useranno una cucina comune per servire piatti per la consegna a domicilio. Vale a dire che verranno preparati e consegnati e che il cliente si gusterà direttamente a casa, con amici, davanti alla televisione ecc.

Così il fascino di andare al ristorante che era, ed è ancora un rito, scomparirà per diventare una sorta di Amazon della ristorazione. Che peccato!

In questo modo si verrà a distruggere il piacere dei contatti umani, il fascino di andare al ristorante e il calore umano del gruppo.

Già ora, spesso c’è chi va ad ordinare la pizza e se la mangia a casa, ma arrivare a fare del food delivery una regola generale è proprio squallido.

Per contro, in questo mondo che cambia, la profilazione dei dati e la gestione delle preferenze della clientela diventerà la ricchezza di chi gestisce i “big data” e chi non li avrà sarà sempre più penalizzato.

Ubs, la banca di investimento, nel rapporto intitolato “Is The Kitchen Dead?” (La cucina è morta?) ha analizzato in dettaglio il mondo della consegna del cibo a domicilio e gli sviluppi futuri. Sono state esaminate le risposte di un sondaggio effettuato su un campione di oltre 13.000 consumatori in tutto il mondo.

In conclusione, il food delivery mondiale crescerà fino a 365 miliardi di dollari entro il 2030 con una crescita del 20% ogni anno rispetto al mercato attuale.

Uno scenario innovativo terribilmente pericoloso per la ristorazione tradizionale: entro il 2030 le abitudini cambieranno radicalmente e Covid -19 ha aggravato in modo considerevole.

L’esperienza del “ristorante”come momento collettivo e sociale e voglia di stare insieme verrà sempre meno e la consegna a domicilio ridurrà tale socialità.

In quest’ottica la campagna promozionale che ha lanciato, fra gli altri, la città di Alba “Aggiungi un posto a tavola” è un’iniziativa lodevole per aiutare i ristoratori, in un momento tremendo.

Per altri versi si allinea alla riduzione della socialità. L’importante è che al ristorante si continui ad andare per quella voglia di stare insieme, che non è solo mangiare fuori, ma convivialità di cui tutti abbiamo bisogno.

Dietro le Dark Kitchen, invece ci sono quelle multinazionali che non hanno cuore, ma rispondono soltanto a canoni finanziari, operativi e tecnologici e che pensano alla manipolazione della gente e alla massificazione del profitto.

Per non fare tanti nomi, alla base del nuovo modello di ristorazione, legato alle dark kitchen, ci sono i colossi del food delivery come Delivery, Uber Eat, Just Eat e Stuart.

L’analisi effettuata da Peter Backman, esperto del settore ci riporta come la manipolazione della clientela con messaggi anche subliminali non avranno mai fine.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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