Recensioni di libri

Sette e quarantacinque, un noir di Giuseppe Tecce

È uscito, recentemente, un bel noir investigativo di Giuseppe Tecce, ambientato in Irpinia dove il personaggio principale, Mimì Gagliardi, si rifugia abbandonando Milano per via di una brutta esperienza: praticamente una fuga.

Un piacevole romanzo di 230 pagine edito da Graius Edizioni, scorrevole e, a tratti, anche colto.

“Tracce è il pennino sulla carta, un gesto lieve che diventa segno, memoria, permanenza”.

Lo scenario

L’Irpinia tutta, Sant’Angelo dei Lombardi, l’imponenza del castello di Gesualdo, Mirabella e altri luoghi caratteristici.

La trama de “Sette e quarantacinque”.

Il giornalista investigativo Mimí Gagliardi viene inviato sul posto dove è stato rinvenuto il cadavere di Monia, una bella donna, titolare di un salone di bellezza, dal passato alquanto equivoco.

Mimi s’accorge che la donna indossa un orologio costoso, un Cartier Ballon Bleu, fermo alle 7:45.

Tra le altre stranezze la donna è andata a sbattere contro un automezzo in località Carmasciano che rimanda ad un formaggio tipico dell’Irpinia. 

La vittima, che è stata sbalzata fuori dall’auto, ha i vestiti intatti e sembra in una posa innaturale per un tale incidente.

Dalla prima traccia dell’orologio fermo in modo inconsueto partono le indagini di Mimì, mentre quelle dei carabinieri sembrano inesistenti e sarà lui a risolvere il caso, anzi i casi.

Perché oltre questa morte sospetta, di morti ce n’è almeno un altro, quello di un vigile e per non farsi mancare nulla anche un paio di incendi:

  • quello di una stalla da cui prima dell’incendio sono stati trafugati 60 animali
  • e quello in una discarica in cui prontamente accorre un politico locale per dare segno della sua presenza sul territorio.

Tutto questo con l’aggiunta di messaggi intimidatori diretti a Gagliardi con l’invito a non immischiarsi in situazioni pericolose e un paio di inseguimenti in cui tentano di mandarlo fuori strada.

Sul braccio della vittima anche una scritta latina attribuita ad Annibale Barca:

<< Aut viam inveniam aut facium>>,

ossia: “O troverò una strada o ne creerò una

Una frase che esprime la determinazione della donna.

Quanto a determinazione il giornalista non è da meno, con pazienza e acume, verrà, con le sue indagini, a scoprire tante verità nascoste in un crescendo di suspence che coinvolgeranno anche un prete e un segreto tenuto nascosto per molto tempo ed ora da rivelare.

Buona lettura

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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