Recensioni di libri

Misteri d’Italia, un saggio di Sebastiano Sorbello

La peculiarità di “Misteri d’italia” scritto dall’ex procuratore della Repubblica di Asti, Sebastiano Sorbello, è quella di essere al tempo stesso un saggio e un Bignami.

Per quelli della mia età, Bignami è nome evocativo che racchiude in poche pagine una moltitudine di saperi preziosi e salvifici per gli studenti. Se è particolarmente difficile condensare tutto in sole 272 pagine, è tuttavia spiegato perché in Italia i misteri rimangono misteri.

La copertina del libro

Alla scoperta di quel che fu

I fatti narrati e scandagliati – seppur, come dicevamo, in poche pagine – non sono tutti di conoscenza diretta di Sebastiano Sorbello, ma sono trattati in maniera ineccepibile e documentata. Osservatore attento e distaccato, in qualche caso, si lancia quasi nel gossip che è anche satira ma non nasconde mai la verità in essa sottesa.

Per esempio, quando parla di Vito Guarrasi, ti viene quasi di perifrasare il Manzoni e chiederti chi era costui? Eppure, è come il prezzemolo, lo ritrovi in ogni scandalo, in ogni mistero d’Italia con la caratterizzazione che don Vito non voleva apparire, voleva restare anonimo e sconosciuto e ci riusciva. 

Di lui il gossip sussurrava che:

<< era più potente di Cuccia, più influente di Agnelli, più ricco di Berlusconi, più astuto di Andreotti, più segreto di Fatima>>.

Praticamente, rappresentava un potere occulto e un grande manovratore. Consulente di Enrico Mattei, lo fu successivamente di Eugenio Cefis nonostante i due non andassero tanto d’accordo.

Pezzi di storia

Il libro parte dai fatti terribili di Portella della ginestra che, nel 1947, inaugurò “la strategia della tensione”. Gli altri tredici ivi descritti non hanno una identica matrice e un filo conduttore. Quello che li lega è l’inefficienza dello Stato, la subalternità italiana alle potenze straniere, dalla Francia alla Gran Bretagna, per arrivare agli Usa, senza dimenticare l’Urss e che il grande gioco si svolgeva, in buona parte, nel Bel Paese. Servizi deviati e depistaggi in tutti i grandi misteri hanno fatto il resto e la mafia, con la giustificazione (ridicola) che non c’erano traditori ma ognuno rispondeva ad altri soggetti “superiori”, esistevano e ci sono ancora oggi muri invalicabili che separano l’Italia che non sarà mai veramente unità.

Per quanto riguarda le Brigate rosse si riscopre, dalla lettura del libro, anche la data della loro costituzione presso l’albergo “Da Gianni”, nel reggino ad agosto 1970, dopo un periodo di incubazione presso la casa di Alberto Franceschini. Quindi, un segreto di Pulcinella.

La continua evoluzione delle Brigate rosse le porta a subire, già durante il sequestro di Aldo Moro, una modifica profonda del loro apparato, dove le decisioni venivano prese altrove e non al loro interno. Il Grande Vecchio di cui parlava Bettino Craxi e interferenze straniere.

Misteri d’Italia” tratta anche di Eugenio Cefis, Enrico Mattei, delle stragi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e chiude con un rimando all’esecuzione di “Ilaria Alpi” che fu trattata da Sebastiano Sorbello nel suo ruolo di Procuratore della Repubblica di Asti. Il titolo del libro citato, scritto a quattro mani da Luciana e Giorgio Alpi assieme ai giornalisti Mariangela Gritta Grainer e Maurizio Torrealta era, appunto, “L’esecuzione”.

Misteri chiariti in parte, forse! Rimane da attuare un accordo bipartisan che servirebbe a gestire meglio l’Italia.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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