L’invincibile, il nuovo romanzo di Gianmaria Aliberti Gerbotto.
È stato presentato a Saluzzo, presso “Interno 2“e a Cuneo, presso il Circolo “L’Caprissi”, l’ultimo romanzo di Gian Maria Aliberti Gerbotto di Casteldefino, “L’invincibile”, dedicato e ispirato da Giandomenico Genta, ex presidente di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Francamente, non posso ascrivermi fra gli amici più stretti di Genta; seppur sia stato a pranzi, cene e incontri con Giandomenico, non lo sono. Ci legava e lega – di questi tempi non è poco – un grande rispetto e stima, ma finisce lì.
La rinascita di Genta, “un uomo perbene”, ovviamente ci fa estremo piacere, e che sia stato fonte di ispirazione per il nuovo giallo di Aliberti Gerbotto ci intriga particolarmente.
Facciamo nostre le parole di un suo caro amico, Giovanni Quaglia:
“Quando Gian Maria Aliberti Gerbotto mi ha interrogato sull’idea di dedicare un giallo a Giandomenico Genta, mi sono preoccupato. Poi, leggendo il brogliaccio, mi sono ricreduto e ho accolto con piacere l’idea della prefazione per un libro dedicato ad un amico di tanti percorsi insieme”.
La vicenda
Giandomenico Genta viene colpito dal Covid a marzo 2021 e risorge a marzo 2023. Una battaglia epica in cui è uscito vittorioso lui in primis e tutta la sua famiglia e ci aggiungiamo uno staff medico e paramedico di prim’ordine e di abnegazione rasente la missione e non la sola professione.
Si potrebbe aggiungere al nominativo di Giandomenico Genta l’appellativo di “il vittorioso”. L’invincibile è termine che sa di supereroe contro cui nulla può, invece il “vittorioso” ci convince di più perché Genta è caduto e si è rialzato, era quasi morto e si è riavuto, battendosi con tenacia, ardore e coraggio.
Passiamo al libro
Il romanzo è, sostanzialmente, diviso in due parti. Il giallo, che non vuol dire sempre romanzo con delitto, ma va inteso nell’accezione di qualcosa di sorprendente, che non si riesce a capire e spiegare ma che stupisce e intriga.
L’altra parte, l’excursus di un arco temporale del commercialista Genta, dell’uomo disponibile, umano, sensibile e notevolmente preparato che non ha mai avuto la spocchia del potere e dell’arroganza.
Il giallo scorre bene, veloce ed è divertente, con un sorprendente finale, frutto di un’intuizione improvvisa e arguta da parte degli inquirenti.
La trama
A Cuneo vengono scoperti fatti strani, sintomo non di malaffare, ma di squisita bontà e abnegazione. Chi è la persona o il gruppo in vena di anticipare il periodo natalizio? Dell’intricata questione che lascia tutti perplessi vengono incaricati il maresciallo dei Carabinieri Siviero e il quasi maresciallo, in attesa di promozione, Seminara.
Riusciranno i due militi a risolvere la complessa questione? Stavolta, a differenza dei precedenti romanzi, Aliberti Gerbotto non fa risorgere nessuno, ci pensa Genta Stesso.
Da parte nostra i migliori auguri. Ci mancavi!
“L’invincibile”, conclusioni
La foto di copertina è di Ugo Giletta e fa parte di una collezione privata e rappresenta un inno alla vita ed è un’immagine particolarmente evocativa. Un occhio completamente oscurato e l’altro che dà segni di vita e di speranza.
Buona lettura
Tommaso Lo Russo




