L’affaire Simenon, un saggio di Tiziano Fratus
È recentemente uscito, pubblicato da Solferino – RCS Edizioni, il saggio di Tiziano Fratus “L’affaire Simenon”. Un vero e proprio vademecum letterario sul grande scrittore, ma anche spunto per riflessioni sulla vita di tutti i giorni.

Un compendio ragionato e ragionevole dell’universo di “Georges Joseph Christian Simenon”, ma per tutti semplicemente Simenon, con la sua molteplice pubblicazione che non è soltanto Maigret, anche se ne è la declinazione principale.
Il sistema Simenon
Una capacità di scrivere una “foresta di opere” che ha alla base il sistema Simenon: scrivere un romanzo in tre o quattro settimane, per un totale di otto romanzi all’anno.
Uno degli scrittori più letti e tradotti al mondo con settecento milioni di copie circa, dopo Agatha Christie ed altri e, ovviamente, la Bibbia.
Una prosa leggera, concisa e scorrevole che non ha subito il peso degli anni.
La carriera di Simenon
A sedici anni trova lavoro alla “Gazette” di Liegi, mentre risale al 1921 il suo primo libretto dal titolo “Au Pont des Arches”, un breve romanzo umoristico sui costumi inglesi stampato in mille e cinquecento copie con lo pseudonimo di Georges Sim.
Il successo non gli arride subito seppur non ci metta molto, ma la sua gavetta la farà, eccome!
La sua fortuna è di aver incontrato la ragazza che sposerà, Régine Renchon, detta Tigy, con la quale si trasferirà a Parigi con i proventi dei quadri venduti dalla pittrice. Con la prima moglie Tigy affitta una squallida mansarda che fungerà da base per le loro continue attività promozionali e di incontri con gli editori.
Fratus riporta che il numero dei romanzi di Maigret per alcuni siano 193, per altri 173, per altri 200 a cui bisogna aggiungere i cosiddetti “romanzi duri”, quelli sotto pseudonimo, i reportage e i racconti. Tuttavia, qualunque sia il numero esatto, è particolarmente significativo.
Lo scrittore camaleonte
Simenon non si è mai annoverato fra i “maÎtre à penser”, anzi, le sue frequentazioni letterarie sono state abbastanza contenute anche se con la celebrità si sono infittite.
Quello che allo scrittore premeva nei suoi incontri era cogliere l’essenza della vita.
<< Entrare in un romanzo di Simenon vuol dire anzitutto ambientarsi tra oggetti, edifici, locande, vie, piazze, stanze, vecchi parchi di tappezzerie etc.>>.
Fratus sostiene:
<<Quello che mi piace è la capacità (sua) di entrare in mondi diversissimi gli uni dagli altri e di descriverli come se li avesse vissuti lungamente>>. E continua <<Riesce ad adottare parole esatte e a descrivere gli ambienti con precisione chirurgica.
Sempre l’autore del saggio suggerisce:
<<Nel caso in cui doveste scegliere da quali indagini partire per iniziarvi a Maigret, consiglieri proprio e anzitutto Le memorie di Maigret, La prima inchiesta di Maigret e Pietr il Lettone>>.
La nascita di Maigret
Per alcuni, il personaggio di Maigret è nato di getto, per altri, è stata una lunga gestazione preceduta da un “proto Maigret”. Nel romanzo “Train de nuit” e in quelli subito successivi, Maigret fa la sua prima apparizione. Lo stesso Simenon darà una sua versione ufficiale, ma a Georges piace giocare con le date.
Viaggi ed esplorazioni
Fra questi, quelli nel Calvados, mentre risale al 1928 un lungo viaggio sui fiumi navigabili francesi, prima sulla chiatta Ginette e poi sul cutter Ostrogoth da cui trae ispirazione per molti dei suoi romanzi. Nel 1931, Jean Renoir e Jean Tarride producono i primi due film tratti dai romanzi “Il mistero del crocevia” e “Il cane giallo“.
I viaggi in altri continenti
Trentotto reportage in ogni continente sono il frutto delle sue esperienze che trasferirà anche nei romanzi.
Le opere, ovvero, i cento capolavori
Ma Georges Simenon era un grande letterato? Questa è la domanda che si è posto anche il “buon orso lombardo piemontese, Tiziano Fratus”, autore del saggio. E, dopo un corpo a corpo con le sue innumerevoli opere che recensirà nel saggio, la risposta scaturita è affermativa.
Un vademecum che a volte scorre veloce, ma che molto più spesso obbliga il lettore a rallentare per centellinare i molti passaggi.
Simenon negli Stati Uniti conosce Denyse Ouimet. Diventerà la sua seconda moglie e madre di tre suoi figli (John, Marie-Jo e Pierre), mente gli Usa saranno un’esperienza particolarmente appagante. In Europa torna negli anni cinquanta, prima in Costa Azzurra e poi in Svizzera, a Epalinges, nei dintorni di Losanna. Nel 1960 è il presidente della giuria della tredicesima edizione del festival di Cannes: i film in concorso quell’anno sono memorabili.
Simenon si separa da Denyse Ouimet alcuni anni dopo. In seguito a una piccola caduta, assumerà una domestica perché lo accudisca nelle faccende di casa. Si tratta di Teresa Sburelin, di origini friulane, che gli resterà accanto fino alla sua morte che, con una certa ritrosia e pudore, annuncerà a tre giorni dalla dipartita, avvenuta a Losanna il 4 settembre 1989.
Se avete qualche dubbio o curiosità L’Affaire Simenon è per voi.
Buona lettura!
Tommaso Lo Russo




