Il silenzio che scrive: l’imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Arrivato alla nuova recensione sul romanzo di Alice Basso dal titolo “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” posso tranquillamente affermare che l’autrice, con la sua saga legata a Vani Sarca, mi piace particolarmente.
Un racconto di 262 pagine in edizione pocket, gradevole e leggero che scorre tutto d’un fiato.

Diciamo subito che l’idea della scrittrice scontrosa, un po’ scaricatrice di porto non è un’idea esclusiva di Alice Basso. È un refrain anche di altri autori, ma qui è particolarmente intrigante e coinvolgente.
L’autrice presenta una dimensione poliedrica del personaggio principale ma vi accorgerete, piano piano, che il romanzo fotografa una realtà di cui spesso non ci accorgiamo, ma c’è.
La protagonista
Vani Sarca è persona particolarmente empatica, seppur con un carattere pessimo, ma riesce a entrare in sintonia con la gente, ad immedesimarsi a pieno nell’altro e capire i suoi pensieri.
In altre parole, diventa un camaleonte che si trasforma e pensa come il soggetto da indagare, riuscendo ad introiettare i pensieri e agire come fosse l’altro.
Vani è la quintessenza del processo di succubo che arriva a vette eccelse. Mai però riesce a capire se stessa, quello che la riguarda direttamente, così la pensa il suo nuovo amico, il commissario Romeo Berganza.
Lo scenario del romanzo
Torino in particolare, Coazze e le Langhe.
La trama del romanzo
La ghostwriter Vani Sarca, (ma non è il suo nome per intero che lei non vuole far conoscere a nessuno) ha un lavoro presso la casa editrice L’Erica. Sottopagata, ma ha addirittura tre libri da scrivere per conto terzi, quasi in contemporanea, ovviamente osservando il più stretto riserbo, come da contratto.
Uno riguarda un chirurgo, l’altro uno scrittore che ha subito il famoso “blocco”, il terzo riguarda un’esoterica chiromante che vive alla grande alle spalle di ingenui che hanno bisogno di risolvere mille problemi.
L’innamoramento
Sembra impossibile, ma Vani, mentre sta eseguendo il suo lavoro, anzi i suoi lavori, si innamora o, almeno, si avvia all’innamoramento, che a lei non succedeva più da quando aveva 15 anni e ne era stata traumatizzata. Dopo quella esperienza negativa, Vani si era ripromessa di non ricascarci più. Così si era imposta, ma si sa a Cupido mica puoi mettere regole quando ha deciso altrimenti.
È talmente innamorata che si comporta quasi da una sorta di “Venere in pelliccia” – pelliccia che non ha – e quindi sostituisce con una sua mise particolare.
Gestire tre libri quasi in contemporanea e un amore impetuoso non è semplice.
Ma chi è l’uomo giusto per Vani? Tutti abbiamo un ideale che si confà alle nostre aspettative e Sarca non fa eccezioni. Il suo lui deve essere di talento, dotato di humor svelto e pure sfacciato e che non si ritiri al primo rifiuto, perché a lei gli uomini piacciono così.
Mentre il racconto scorre veloce, il blocco dello scrittore capita anche a Vani, ma dura poco perché lei si toglie dall’ impasse che l’aveva travolta.
Sembra strano, ma dove va lei ritrova Romeo Berganza che alla fine le chiede aiuto per risolvere un caso dannatamente difficile di un rapimento.
A questo punto Alice Basso mette la quinta e riesci a stento a stare dietro alla storia che è sempre particolarmente esilarante, piena di pathos e Vani Sarca deve anche diventare, tutto di un colpo, esperta profiler per aiutare il suo nuovo amico.
Incontro con l’autrice
Il 9 dicembre, in Banca d’Alba, il Rotary Club e il Lions Club Alba Langhe ospiteranno la scrittrice Alice Basso in dialogo con chi vi scrive.
E quello che non abbiamo scritto in recensione glielo chiederemo direttamente.
Tommaso Lo Russo



