Recensioni di libri

I fuochi dell’ira, la saga dei Courtney continua

Seguito de “Il potere della spada”, I fuochi dell’ira è un avvincente romanzo che fa parte della fortunata saga dei Courtney di Wilburn Smith, i cui romanzi sono sempre appassionanti ed estremamente coinvolgenti.

La descrizione di luoghi e fatti in cui è ambientato questo romanzo è precisa e particolarmente documentata e, attraverso il romanzo, si vengono a scoprire notizie e dettagli non sempre riportati dai libri di storia e di un coinvolgimento dei sovietici molto attivo.

Lo scenario

Il teatro del romanzo è principalmente il Sud Africa e i luoghi dei safari e dell’apartheid. È dalla paura di perdere il controllo sul territorio che si venne a creare il fenomeno della segregazione, fenomeno odioso che rispecchiava la cruda realtà che sconvolse il paese sudafricano a partire dagli anni Cinquanta. In quel periodo si vennero a creare veri e propri ghetti legalizzati con una continua e opprimente vessazione e prevaricazione a scapito della popolazione di colore.

Una discriminazione che tutto il mondo condannava ma che continuò per molti anni fino all’arrivo di Nelson Mandela per arrivare ad una sorta di apartheid al contrario, quasi di revenge, a scapito dei bianchi.

La cover del libro.

La trama

Due fazioni, l’inglese e la boera, si alleano per combattere le crescenti rivendicazioni della popolazione di colore che è priva di potere ma è di gran lunga più numerosa e potenzialmente pericolosa per arrivare al reclamo dei propri diritti. Su queste basi, i fuochi dell’ira si preparano ad ardere.

Le avventure della famiglia Courteney in questo sfondo politico proseguono incessantemente.

Shasa diventa membro del parlamento dove già il fratellastro Manfred (che lui non sa di avere) è insediato da tempo. Si incontrano e li unirà lo sforzo comune contro le rivolte dei neri che legherà strettamente i due politici e figli della stessa madre, Centaine, sempre salda sul “trono” familiare e serenamente legata a Blaine Malcomess. Così vicini, ma così lontanti. Questa potrebbe essere la caratteristica dei personaggi di questo appassionante e intrigante romanzo.

Vale per Tara, moglie di Shasa Courtney, ma amante di Moses Gama, terrorista, rivoluzionario, calcolatore, spregiudicato ed egoista. Si adatta bene anche ai quattro figli dei Courteney: Gary, Isabella, Michael e al prepotente Sean, dongiovanni impenitente, irrequieto e amante del rischio, il figlio più amato da Saha. Tutti così vicini, ma così distanti, con una visione del mondo completamente diversa.

Manfred De La Rey e Shasa Courtney, cresciuti in modo diverso, approdati entrambi alla politica, con carriere separate e poi fatte convergere in un sodalizio che li vedrà uniti in un disegno ambizioso, agendo insieme per molto tempo, per scoprirsi, all’improvviso, fratellastri. Separarsi di nuovo per una questione di principio, in rispetto ad un giuramento di vendetta fatto, a suo tempo, dal giovane Shasa.

La promessa non può esser disattesa, seppur la madre dei due lo auspichi perché mantenere il giuramento significherebbe la rottura del patto fra loro che li avrebbe portati ai vertici della politica del Sudafrica.

Un romanzo in cui sesso e tradimento vanno di pari passo, con un’ambizione sfrenata in tutti i personaggi coinvolti, dove la parola non conta nemmeno per il rivoluzionario Moses Gama, ma solo per Shasa Courtney.

Lucia Bosia

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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