Recensioni di libri

Il labirinto di ghiaccio, un noir metafora di Valerio Varesi

Valerio Varesi è stato ospite a Rosa in Giallo e Noir lo scorso 15 settembre. Uno scrittore completo che scrive non solo romanzi noir. Infatti, il suo ultimo libro del 2024 “Estella” è di altro genere e sta ricevendo un grande successo di critica e di pubblico.

L’incontro con Varesi a Bossolasco è stato appassionante e durante il dialogo al Salotto Letterario è riuscito a offrire al pubblico presente un ventaglio di spunti impressionanti e coinvolgenti.

Noi, dato il nostro genere del blog, torniamo a recensire un suo “giallo metafora” che ha avuto due edizioni e parziali rifacimenti, “Il labirinto di ghiaccio”.

La copertina del libro

Una nuova edizione

Quando un autore torna sulle orme di un suo libro e ne fa un rifacimento vuol dire che i tempi sono cambiati, forse anche lui e sente di doverci mettere nuovamente mano perché ha ancora qualcosa da dire sullo stesso argomento fino a farlo diventare una sorta di sequel.

Un romanzo complesso che ti instilla dubbi e interrogativi al quale non sei sempre in grado di rispondere. Bello, intrigante con ingredienti del noir, della suspence e un finale che non è prevedibile.

Un libro che scorre su due piani temporali che si intrecciano sapientemente. Con il medesimo titolo, la prima edizione de “Il labirinto di ghiaccio” risale al 2003.

La nuova edizione differisce completamente dalla prima. Non poteva essere diversamente. Il mondo, negli ultimi vent’anni, è completamente cambiato. Molto di più di quanto, di primo acchito, ci rendiamo conto. Non solo il mondo del lavoro, ma molto altro. È una società, la nostra, in continua evoluzione di cui bisogna tenere conto e l’autore lo fa con un’edizione completamente rivista e integrata anche se il punto di vista globale rimane.

Il cambiamento climatico

Come non considerarlo? Le problematiche legate al clima sono emerse profondamente e bisogna tenerne conto come l’autore fa in modo sapiente.

<< Il romanzo si svolge su un ghiacciaio e si sa che si tratta forse dell’ambiente più sensibile al riscaldamento globale. Non potevo eludere questo aspetto oggi attualissimo. Oltre a ciò, ho lavorato a una revisione stilistica plasmando la scrittura e adeguandola al mio sentire odierno. Tuttavia, questo è un libro che esce dal mio profondo e quello non è cambiato>>.

Lo spunto per la storia

Il rinvenimento di alcuni cunicoli all’interno di un ghiacciaio collassato al confine con le alpi austriache è la scarna notizia da cui scaturisce il romanzo. Uno scampolo di notizie che Valerio Varesi arricchisce in modo superlativo.

Alla base di questo approfondimento c’è una grande conoscenza e documentazione sulla montagna e sui ghiacciai.

Il personaggio principale

Dopo una fuga da un passato turbinoso, approda in un ghiacciaio con i suoi labirinti di ghiaccio.

È in fuga dalla vita precedente e, come uomo reinventato, trascorre all’interno della sua insolita dimora di ghiaccio la sua nuova vita. Una sfida al limite dell’impossibile sia fisico che emotivo che lo fa diventare l’uomo che non era.

<<È l’angoscia di perdersi, di smarrire la via e di non riconoscere più il mondo attorno a noi, ad annientare con più crudeltà>>.

Ma in lui c’è l’anelito a perdersi per ritrovarsi e trovare pace fino a crearsi una nuova dimensione che, stranamente, dopo di lui altri cercheranno.

Il protagonista si lascia alle spalle agi, successi e azioni nefande. A spingerlo a fuggire tra i ghiacci non è il rimorso o la paura di dover pagare per quello che ha commesso, ma è l’anelito alla solitudine estrema e il desiderio di riscatto domando una natura inospitale come è il ghiacciaio e renderla la sua “casa”.

Fino a quando scoprirà di non essere più solo.

Possibile?

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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