Marco Malvaldi, scrittore e chimico di professione
Nato il 27 gennaio 1974 a Pisa, Marco Malvaldi ha frequentato fra il 1992 ed il 2005 il dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, dove si è laureato, ha conseguito un dottorato di ricerca ed è stato assegnista di ricerca. In seguito è stato assegnista di ricerca per due anni presso il dipartimento di Farmacia.
La carriera
Marco Malvaldi ha esordito nella narrativa nel 2007 con il giallo ambientato sulla costa toscana La briscola in cinque, pubblicato dalla casa editrice Sellerio, presso la quale ha poi pubblicato altri gialli.
Nel 2012 ha scritto insieme con Roberto Vacca, La pillola del giorno prima, nel 2014 con il professor Dino Leporini dell’Università di Pisa Capra e Calcoli, nel 2015 Buchi nella sabbia con protagonista il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni.
Nel 2017 viene nominato membro onorario del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze (CICAP), di cui abbiamo già parlato in un post precedente.
La sua pubblicazione più famosa è la serie dei vecchietti del BarLume, salutati da un grande successo di lettori e dal quale è stata tratta una serie tv, di cui parleremo presto su queste pagine:
- La briscola in cinque, 2007;
- Il gioco delle tre carte, 2008;
- Il re dei giochi, 2010;
- La carta più alta, 2012;
- Il telefono senza fili, 2014;
- La battaglia navale, 2016,
- Sei casi al BarLume 2016,
- A bocce ferme, 2018),
Ha pubblicato anche Odore di chiuso (2011, Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), e Il borghese Pellegrino (2020), gialli a sfondo storico, con il personaggio di Pellegrino Artusi, e Milioni di milioni (2012), Argento vivo (2013), Buchi nella sabbia (2015), Negli occhi di chi guarda (2017) e, con Glay Ghammouri Vento in scatola (2019).
I Vecchietti del BarLume
Ampelio il nonno, Aldo l’intellettuale, il Rimediotti pensionato di destra, e il Del Tacca del Comune; e poi c’è Massimo, il barista. È la squadra investigativa del BarLume di Pineta. Tre romanzi, tre delitti e una fitta maglia di pettegolezzi che si trasforma in una formidabile macchina da indagine.
«Quando hai ottant’anni, l’unica cosa che puoi fare in un giorno di pieno agosto è andare al bar».
E che fare al bar? Le carte, i fatti altrui, discussioni continue, e dopo: investigare.
Come fanno i vecchietti del BarLume: Nonno Ampelio, l’oste Aldo, il Rimediotti pensionato di destra, il Del Tacca-del-Comune. Se c’è un delitto nei dintorni di Pineta, il loro onnisciente pettegolezzo diventa una formidabile macchina da indagine. Da dove Massimo il barrista estrae la chiave dell’enigma, come una Miss Marple in puro toscano.
Crediti Immagine: Nicola Ughi, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Tommaso Lo Russo

